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mercoledì 14 giugno 2023

 104esima tappa

Shemonaykha-Shemonaykha 0 Km. Temp. 13° C. Cielo sereno,  vento forte da Est. 

Secondo giorno di attesa a Shemonaykha,  ma domani si parte verso il confine. 

Con l'aiuto della receptionist ho prenotato una camera a Zmeinogorsk (Russia) al Russky Servis.
Voglio essere preparato per eventuali domande in dogana. 

Oggi ho approfittato anche per fare un po' di manutenzione alla bici. In un negozio di ferramenta dove vendevano anche biciclette e ricambi ho comprato ancora 10 raggi (sono appena un po' corti, ma dovrebbero arrivarci) e 2 pattini per il freno posteriore che era sul ferro, non sono proprio quelli adatti,  ma sembra che funzionino in attesa di quelli giusti che mi porterà dall'Italia Livio. 

Quando chiedo il conto il negoziante sorride e non vuole essere pagato, ho insistito, ma nulla da fare. Che popolo generoso! Queste cose mi fanno pensare a quanti pregiudizi avevo. 

Ora è  l'ultimo giorno in Kazakistan, sono rimasto 25gg, posso fare un bilancio di questa esperienza. 

I posti attraversati sono stati molto belli, con montagne, laghi, fiumi e steppe molto diversi tra loro. Il cielo, tranne un giorno è sempre stato azzurro,  è il colore che ricorderò del Kazakistan. 

Il vento è stato l'insidia peggiore, difficile da fronteggiare e prevedere. 

Gli spazi sono infiniti, i centri abitati distanti tra loro, il che incute un certo timore ed impone scorte di cibo e acqua. 

La gente incontrata è stata la sorpresa più grande e bella. Cordialità,  disponibilità,  generosità sono le qualità che ho trovato, anche chi aveva poco mi ha sempre aiutato. Finora gli incontri più belli e significativi li ho fatti in questo Paese.

In confronto agli altri … stan,  mi sembra il paese che sta crescendo di più e più in fretta, anche l'economia è più vivace. I prezzi sono leggermente superiori a Uzbekistan, Kirghizistan e Tajikistan,  ma si trova molta più roba nei market. Mediamente la vita costa meno della metà che in Italia. 

I bancomat sono diffusi e non sembra ci siano i limiti di prelievo di altri paesi. La carta di credito non troppo diffusa soprattutto nelle campagne. 

L'unica nota negativa è la restrizione in internet su alcuni siti anche incomprensibile. 
Non sono mai riuscito a scrivere direttamente su blogspot, in questi giorni lo hanno fatto da casa con il trasferimento via w.a.

È un paese che consiglierei a chi vuole fare una vacanza nella natura non banale a cliché, ma originale, a chi ama spazi aperti e non affollati, a chi ama i cavalli, ottima anche in inverno/primavera per lo sci e lo sci alpinismo.

Non sapendo bene cosa fare, questa mattina,  sono andato in bicicletta su di un'altura sulla sponda destra del fiume Uba. 







Una scalinata porta sulla sommità dove vi è una bianca statua di Maria Veronova, l'eroina del romanzo Anatoly Ivanov "Le ombre scompaiono a mezzogiorno" da cui è stata tratta una telenovela che ha avuto successo in Russia. La canzone della sigla è  Un lago blu - Gli Uh!

Testo della canzone Un lago blu (Gli Uh!), tratta dall'album Gli Hu!

Un lago blu dentro in un sogno
Un lago blu dentro di te
Tu parli a me di tante cose
Mi dici che c'è un lago blu
Ma se in un giorno che verrà
Quel sogno non ricorderai
Di tante cose che cercherai
Di un lago blu mi chiederai

Guarda in fondo agli occhi miei
E quel lago troverai

Quel lago blu, pieno di sogni
Quel lago blu che c'era in te
No, non cercare nel passato
No, non chiederti dov'è

Guarda in fondo agli occhi miei
E quel lago troverai

Guarda in fondo agli occhi miei
E quel lago troverai

Il cui testo mi piace molto.

Oggi pochissime foto, abbiate pazienza. 

Ciao, alla prossima. 

martedì 13 giugno 2023

 103esima tappa

Shemonaykha-Shemonaykha 0 Km, temp 19°C , cielo sereno,  vento leggero da Est.

Questa mattina me la sono presa comoda, comoda,  alzato alle 8,30 e dopo un tè con brioche in camera ho letto ancora un po', il libro mi piace, ma la Siberia come raccontata meno.
Un velo di tristezza e malinconia traspare nel racconto, una sorta di pessimismo cosmico leopardiano. 

Il racconto è ambientato nel '94 poco dopo la frammentazione dell'URSS, ora sono passati 30 anni spero che sia meglio di quanto descritto,  molte località le toccherò anch'io nel viaggio e più cose si sanno meglio è. 

Esco nell'aria fresca del mattino per una passeggiata in città.  Alcune case sono ancora in legno e seppur malandate rimandano ad un passato dignitoso, altre sono rovinate dal tempo e dalle parabole televisive.


Ne vedo una recente, ma ancora in legno, mi sembra una scuola a causa delle decalcomanie sui vetri che raffigurano animali. 

Noto una targa in russo sulla porta e mentre cerco di tradurla mi avvicina una bella signora e mi invita ad entrare è il museo della città. Il biglietto costa 200 tenghe 40 centesimi. 


4 persone sono impiegate nel museo, una mi segue, mi indica il percorso e accende e spegne le luci di sala in sala. 

Ovviamente sono l'unico visitatore, mi fanno firmare un foglio e mi chiedono la provenienza, sembrano felici di mostrarmi l'interno. Non c'è molto da vedere; foto di petroglifi rinvenuti nelle campagne circostanti, strumenti e reperti rinvenuti in una campagna di scavo nel 1971, poi ricostruzioni di scene di vita del '900 e abiti folcloristici.  Al piano superiore, flora e fauna del luogo ed una scrivania del fondatore lasciata come se fosse stata appena usata. Orologio sulla scrivania e giacca sulla sedia.











Saluto, ringrazio ed esco contento avendo incassato il sorriso benevolo delle quattro donne.

Proprio di fronte un piccolo giardino commemorativo e oltre la chiesa ortodossa in legno con cupole dorate.

Tutto è molto piccolo, ma armonico attorno: cancello in legno, giardino prospiciente e campanile. Dentro icone di santi e madonne, ma non particolarmente belli.





La passeggiata continua, la casa della cultura, una sorta di auditorium, sulla main road, cambio un po' di euro in rubli, ritiro ancora qualche tenghe al bancomat, compro un pollo allo spiedo e della frutta,  poi passo in albergo a prendere la bicicletta e vado a fare un pic-nic sulla sponda sinistra dell'Uba, prati e salici. 





Una pastora mi fa compagnia con 4 bovini che ruminano beatamente sull'erba fresca.

Oggi pomeriggio resterò in albergo a leggere e a documentarmi sul percorso. 

Ciao, alla prossima.

lunedì 12 giugno 2023

 102esima tappa

Sekisovska-Shemonaykha 66 km, temp. 15°C. cielo sereno,  vento leggero da Nord

Ieri sera dopo la cena molto povera, la gentilissima signora che gestisce la baracca mi conduce a vedere una cameretta 2x1,2 , un loculo, dove ci sono 2 brande occupate da altri materiali alla rinfusa. 

Mi dice che posso stare a dormire lì, ma non chiudere la porta altrimenti manca l'aria.  È di fatto uno sgabuzzino cieco.
Ok mi sistemo lì, sopra la branda metto però il saccoletto. 

Poi esco ancora per vedere il tramonto che sarà alle 20,30, le zanzare sono in agguato. 




Appena tramontato mi rifugio nel tugurio, ma mentre mi spoglio noto un grosso ponfo sulla schiena all'altezza della vita, cerco di capire meglio ma la posizione non aiuta.  

Infine diagnostico che è una zecca. Cerco di toglierla con le forbicine delle unghie disinfettate sulla fiamma, ma non riesco.  

Vado così a bussare alla cucina dove marito e moglie stanno guardando una telenovela.  "Ho bisogno di un aiuto" dico mostrando il ponfo, so benissimo che non capiscono una parola di inglese,  ma vedendo il problema…
Anche loro cercano di estrarla, ma questa bestiaccia si è conficcata sotto la pelle e non è semplice. 

Cercano anche di aspirarla con una siringa o legare il rostro con un filo da cucire, ma inutilmente.  

Il disinfettante è la vodka, ma non hanno una pinzetta che risolverebbe.  Allora dopo circa un'ora di travaglio, telefonano ai vicini, si fa per dire, di casa se hanno una pinzetta, ma sembra cosa rara.
Pur essendo molto scialli su tutto e parecchio trasandati mostrano una certa preoccupazione per la cosa. Finalmente da un vicino viene data la notizia della pinzetta.
Il marito prende l'auto e ritorna dopo una mezz'ora con lo strumento. Così avviene l'estrazione della testa e del rostro che viene conservata per eventuali analisi.

Mi si raccomanda però, quando sarò giunto a Shemonaykha, di andare all'ospedale per un consulto. Io non mi sarei preoccupato così tanto in Italia, ma qui forse è diverso e seguirò il consiglio.

Nel giro al parco, il giorno prima, è possibile che chinandomi nell'erba per una fotografia ai fiori me la sia beccata. Poi anche avendo fatto la doccia non l'ho vista per la posizione. 

Questa mattina parto alle 7,00, il tempo è buono e sono solo 66 km. La strada è un continuo saliscendi, salite ripide e così le discese. 

È sempre dritta e a volte si vede un'infilata anche di 6 gobbe. Per me è molto impegnativa, inoltre per 40 km non c'è un luogo abitato, ne dove poter prendere acqua. Per un momento ho odiato questa strada dicendo "non è possibile" ad ogni svalicamento se ne vedevano altri da fare.




Finalmente, dopo 50 km, un piccolo paese con tre minimarket uno attaccato all'altro. Prendo così acqua,  tè freddo, pesce affumicato che mangerò oggi. 

Gli ultimi 17 sono fatti con vento contrario, ormai le "dune" sono più morbide e allungate.

Un ponte di ferro sull'Uba che qui è maestosa ben più del nostro Po, immette nella cittadina di Shemonaykha.  

Trovo subito una graziosa gostilna che fa per me. Sono le 13,30, 6h e 30' per fare 66 km con una sosta di 20'. 




Una volta sistemato e lavato,  vado in ospedale, già sapevo come funziona la sanità in questi paesi ed è stata una conferma. Pochi mezzi, poca igiene, ma tanta buona volontà. 

Attendo il mio turno, in dieci minuti arrivo in ambulatorio dove diverso personale giovane e qualche anziano leggono sul mio telefono il motivo della visita, esaminano la puntura che non sembra infetta, ma preferiscono vaccinarmi per la encefalite da zecca.



Ora sono nella mia camera,  leggerò un po' un libro che mi sono portato dall'Italia e prestato da Livio "In Siberia" di Colin Thubron. 

Ciao, alla prossima.

domenica 11 giugno 2023

 101esima tappa

Ridder-Sekisovka Km 63, Temp 15°C. Cielo coperto con nebbia,  vento debole da Ovest. 

Ieri sera cena al ristorante  Bol'Var di Ridder.

Si presentano puntuali Mirim e una sua amica anch'essa insegnante di inglese, però alla primaria, di nome Madina; Tatiana ha già un'altro programma per il sabato sera. 

Il ristorante è elegante e il servizio pure. Ordiniamo per me una pasta al salmone ed una insalata,  per loro pizza e un altro tipo di insalata. 

Cominciamo con un brindisi a noi, alla giornata vissuta nel parco e alla mia 100esima tappa. 

La serata è stata molto piacevole,  si è parlato del viaggio, della scuola, dei sistemi scolastici a confronto. 

Le due ragazze, io dico così perché potrebbero essere mie figlie, 37 anni, sono molto interessate e la conversazione è vivace e a tratti seria e profonda. 

Già durante il giorno mi ero accorto dello spessore culturale di Mirim e di Tatiana e avevo anche azzardato una domanda sul Kazakistan indipendente e i rimpianti della Repubblica Sovietica. 

Come era prevedibile le ragazze non hanno fatto a tempo a viverla e mentre loro sono ottimiste sulla Repubblica indipendente,  riferiscono che gli anziani rimpiangono il piatto pieno, la casa gratis, e il lavoro per tutti, mentre con l'economia di mercato te lo devi conquistare.  Tutto ha un prezzo! 

Io penso che le nuove generazioni sapranno farne un paese moderno e competitivo, ma ci vorrà ancora tempo. Lo shock iniziale non è stato ancora assorbito come nel resto delle repubbliche ex sovietiche.

Dopo un gelato ci congediamo, però vogliono che domani mattina usciamo ancora insieme perché vogliono mostrarmi un posto incantevole nelle vicinanze. Appuntamento alle 8 al mio albergo. 

Così questa mattina, dopo aver preparato i bagagli aspetto il loro arrivo nella hall.

Oggi il tempo è brutto,  cielo coperto,  nuvole basse e bruma.

Madina arriva con Mirim e in auto e andiamo su una collina nelle vicinanze, ma la nebbia è così bassa che è difficile capire cosa c'è da vedere. 

Ma Madina non si perde d'animo e con tanta passione ci fa scendere dall'auto, l'erba è bagnata e le scarpe si inzuppano subito mentre la terra nera e appiccicosa si attacca dappertutto. 

All'inizio faccio fatica a capire il senso, facciamo comunque qualche foto e selfie,  poi comincia a descrivere le cose che dovrebbero vedersi, in basso un lago dove il marito pesca e i figli fanno il bagno, la collina coperta di rose e di fragole e sullo sfondo le alte montagne.  

In effetti le piante di fragole esistono, ma solo i primi fiori stentano ancora a schiudersi, ma la descrizione è così appassionata che mi immedesimo in lei e riesco anch'io a vedere quello che non si vede, una esperienza direi quasi mistica. 









Poi risaliamo in auto e andiamo a vedere un altro posto interessante,  mi spiegano che è un ponte sulla ferrovia. Il ponte non ha nulla di speciale però dall'alto si vede il binario allontanarsi verso la fuga, seduti sul parapetto si respira un'aria di libertà. 

Capisco meglio ora il senso, Ridder è in un angolo del mondo; chi ha sete di viaggiare vede la ferrovia come una porta aperta sul mondo. 

Più tardi scendendo in bicicletta attraverso su un ponte l'impetuoso fiume Ulba, mi ero già fermato su quel ponte all'andata per fotografare,  ma non mi ero accorto che sul lato a valle, la ringhiera era piena di lucchetti che gli innamorati mettono per siglare un patto, molti sono a forma di cuore, speranze e progetti affidati alla corrente del fiume che corre via libera. 

Il fiume sarà tributario del più  grande Hirthysh  che finirà nel Ob e poi dopo migliaia di km nel Mare Artico.



Ora capisco l'estasi del ponte, le fragole e tutto il resto. 

Poi si va tutti a fare colazione in un bel bar accogliente e riprendiamo la conversazione,  mi chiedono quale messaggio ho dato ai miei studenti e docenti.  Il concetto è troppo difficile da esplicare con il mio inglese, ma con il google traduttore riesco ad esprimere quello che nella mia carriera lavorativa ho cercato di realizzare.  

Un sincero apprezzamento da parte loro e una bella soddisfazione personale. 

Tornato in albergo carico il "lupo grigio " e parto subito,  sone le 10,45 .

Mi ricordavo una strada a gobbe di cammello e purtroppo mi ricordavo bene. 

Per fortuna non piove e l'aria è  fresca e si suda un po' meno che all"andata. 

Così arrivo alle 16,30 dalle "tre pite" la trattoria sulla strada dove già mi ero fermato per i ciarozzi. 

La signora oggi mi serve una zuppa che però mangio volentieri. Poi chiedo se posso anche dormire. Pate di si in un magazzino con il mio sacco. Ok.










Domani arriverò a Shemonaykha dove c'è segnata una gostilna,  ma almeno oggi non devo montare la tenda e ho un posto sicuro. 

Ciao alla prossima.

 PER CHI E' INTERESSATO A SEGUIRMI ANCHE NELL'ATTIVITA DI VIAGGIO IN MOTOCICLETTA E' APERTO UN NUOVO BLOG. SENEGAL EXPERIENCE  ...