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giovedì 15 giugno 2023

 105esima tappa

Shemonaykha-Zmeinogorsk 77 km, temp. 12°C , cielo terso, vento forte da Nord.

Ragazzi/e sono in Russia, più precisamente in Siberia,  più precisamente nella Repubblica di Altai. Ma per ordine.

Partenza alle 6 30, il cielo è blu, l'aria è fredda e il vento forte da Nord, proprio nella mia direzione, ma contrario. 

E si, è stata una delle tappe più dure fino ad oggi a causa del vento 40-50 km/h. In alcuni punti in discesa al 6% dovevo spingere altrimenti mi fermavo.

Alle 8,30 sono al border, frontiera kazaka mi hanno fatto aprire tutto, borse e borsoni, una seccatura dover poi rimettere tutto apposto,  ma per il passaporto una formalità. 

Due km in terra di nessuno e si arriva al border russo, I bagagli non sono neanche stati guardati,  in compenso ho dovuto fare un colloquio con un funzionario mooolto approfondito, per fortuna in inglese. Circa 3 h. Poi ok e good luck. E sono in Russia, 13esimo paese toccato.





Poco dopo il mio ingresso in Russia ho incrociato un cicloturista russo. Parlava solo russo e non sono riuscito a capire di dove fosse, ma aveva già fatto 5400 Km e ora affrontava il Kazakistan per fare il giro intorno. 

Un selfie era d'obbligo. 

Lui con il vento alle spalle,  la prossima volta che vengo in Kazakistan in bici faccio da Nord a Sud. Ora circa 1000km per la Mongolia, ma sono ottimista. Il paesaggio non è molto diverso, vedrete dalle foto, mi sembra però più coltivato e ordinato.  Asfalto mediamente buono.







Il vento è stata la dominante di oggi, avevo già prenotato l'ostello, altrimenti mi sarei fermato prima. Sono stanchissimo,  ma contento. 

È anche stato difficile trovare il Ruskiy Servis (ostello) su maps è in tutt'altro posto. Sono anche riuscito a cambiare i tenge avanzati in rubli e ho comprato un sim russa (circa 2 € con 5 Gb). 



L'ostello è pulito e confortevole,  mi è stata data una tripla, ma sono solo. Il bagno in comune. 

Ciao alla prossima. 

mercoledì 14 giugno 2023

 104esima tappa

Shemonaykha-Shemonaykha 0 Km. Temp. 13° C. Cielo sereno,  vento forte da Est. 

Secondo giorno di attesa a Shemonaykha,  ma domani si parte verso il confine. 

Con l'aiuto della receptionist ho prenotato una camera a Zmeinogorsk (Russia) al Russky Servis.
Voglio essere preparato per eventuali domande in dogana. 

Oggi ho approfittato anche per fare un po' di manutenzione alla bici. In un negozio di ferramenta dove vendevano anche biciclette e ricambi ho comprato ancora 10 raggi (sono appena un po' corti, ma dovrebbero arrivarci) e 2 pattini per il freno posteriore che era sul ferro, non sono proprio quelli adatti,  ma sembra che funzionino in attesa di quelli giusti che mi porterà dall'Italia Livio. 

Quando chiedo il conto il negoziante sorride e non vuole essere pagato, ho insistito, ma nulla da fare. Che popolo generoso! Queste cose mi fanno pensare a quanti pregiudizi avevo. 

Ora è  l'ultimo giorno in Kazakistan, sono rimasto 25gg, posso fare un bilancio di questa esperienza. 

I posti attraversati sono stati molto belli, con montagne, laghi, fiumi e steppe molto diversi tra loro. Il cielo, tranne un giorno è sempre stato azzurro,  è il colore che ricorderò del Kazakistan. 

Il vento è stato l'insidia peggiore, difficile da fronteggiare e prevedere. 

Gli spazi sono infiniti, i centri abitati distanti tra loro, il che incute un certo timore ed impone scorte di cibo e acqua. 

La gente incontrata è stata la sorpresa più grande e bella. Cordialità,  disponibilità,  generosità sono le qualità che ho trovato, anche chi aveva poco mi ha sempre aiutato. Finora gli incontri più belli e significativi li ho fatti in questo Paese.

In confronto agli altri … stan,  mi sembra il paese che sta crescendo di più e più in fretta, anche l'economia è più vivace. I prezzi sono leggermente superiori a Uzbekistan, Kirghizistan e Tajikistan,  ma si trova molta più roba nei market. Mediamente la vita costa meno della metà che in Italia. 

I bancomat sono diffusi e non sembra ci siano i limiti di prelievo di altri paesi. La carta di credito non troppo diffusa soprattutto nelle campagne. 

L'unica nota negativa è la restrizione in internet su alcuni siti anche incomprensibile. 
Non sono mai riuscito a scrivere direttamente su blogspot, in questi giorni lo hanno fatto da casa con il trasferimento via w.a.

È un paese che consiglierei a chi vuole fare una vacanza nella natura non banale a cliché, ma originale, a chi ama spazi aperti e non affollati, a chi ama i cavalli, ottima anche in inverno/primavera per lo sci e lo sci alpinismo.

Non sapendo bene cosa fare, questa mattina,  sono andato in bicicletta su di un'altura sulla sponda destra del fiume Uba. 







Una scalinata porta sulla sommità dove vi è una bianca statua di Maria Veronova, l'eroina del romanzo Anatoly Ivanov "Le ombre scompaiono a mezzogiorno" da cui è stata tratta una telenovela che ha avuto successo in Russia. La canzone della sigla è  Un lago blu - Gli Uh!

Testo della canzone Un lago blu (Gli Uh!), tratta dall'album Gli Hu!

Un lago blu dentro in un sogno
Un lago blu dentro di te
Tu parli a me di tante cose
Mi dici che c'è un lago blu
Ma se in un giorno che verrà
Quel sogno non ricorderai
Di tante cose che cercherai
Di un lago blu mi chiederai

Guarda in fondo agli occhi miei
E quel lago troverai

Quel lago blu, pieno di sogni
Quel lago blu che c'era in te
No, non cercare nel passato
No, non chiederti dov'è

Guarda in fondo agli occhi miei
E quel lago troverai

Guarda in fondo agli occhi miei
E quel lago troverai

Il cui testo mi piace molto.

Oggi pochissime foto, abbiate pazienza. 

Ciao, alla prossima. 

martedì 13 giugno 2023

 103esima tappa

Shemonaykha-Shemonaykha 0 Km, temp 19°C , cielo sereno,  vento leggero da Est.

Questa mattina me la sono presa comoda, comoda,  alzato alle 8,30 e dopo un tè con brioche in camera ho letto ancora un po', il libro mi piace, ma la Siberia come raccontata meno.
Un velo di tristezza e malinconia traspare nel racconto, una sorta di pessimismo cosmico leopardiano. 

Il racconto è ambientato nel '94 poco dopo la frammentazione dell'URSS, ora sono passati 30 anni spero che sia meglio di quanto descritto,  molte località le toccherò anch'io nel viaggio e più cose si sanno meglio è. 

Esco nell'aria fresca del mattino per una passeggiata in città.  Alcune case sono ancora in legno e seppur malandate rimandano ad un passato dignitoso, altre sono rovinate dal tempo e dalle parabole televisive.


Ne vedo una recente, ma ancora in legno, mi sembra una scuola a causa delle decalcomanie sui vetri che raffigurano animali. 

Noto una targa in russo sulla porta e mentre cerco di tradurla mi avvicina una bella signora e mi invita ad entrare è il museo della città. Il biglietto costa 200 tenghe 40 centesimi. 


4 persone sono impiegate nel museo, una mi segue, mi indica il percorso e accende e spegne le luci di sala in sala. 

Ovviamente sono l'unico visitatore, mi fanno firmare un foglio e mi chiedono la provenienza, sembrano felici di mostrarmi l'interno. Non c'è molto da vedere; foto di petroglifi rinvenuti nelle campagne circostanti, strumenti e reperti rinvenuti in una campagna di scavo nel 1971, poi ricostruzioni di scene di vita del '900 e abiti folcloristici.  Al piano superiore, flora e fauna del luogo ed una scrivania del fondatore lasciata come se fosse stata appena usata. Orologio sulla scrivania e giacca sulla sedia.











Saluto, ringrazio ed esco contento avendo incassato il sorriso benevolo delle quattro donne.

Proprio di fronte un piccolo giardino commemorativo e oltre la chiesa ortodossa in legno con cupole dorate.

Tutto è molto piccolo, ma armonico attorno: cancello in legno, giardino prospiciente e campanile. Dentro icone di santi e madonne, ma non particolarmente belli.





La passeggiata continua, la casa della cultura, una sorta di auditorium, sulla main road, cambio un po' di euro in rubli, ritiro ancora qualche tenghe al bancomat, compro un pollo allo spiedo e della frutta,  poi passo in albergo a prendere la bicicletta e vado a fare un pic-nic sulla sponda sinistra dell'Uba, prati e salici. 





Una pastora mi fa compagnia con 4 bovini che ruminano beatamente sull'erba fresca.

Oggi pomeriggio resterò in albergo a leggere e a documentarmi sul percorso. 

Ciao, alla prossima.

lunedì 12 giugno 2023

 102esima tappa

Sekisovska-Shemonaykha 66 km, temp. 15°C. cielo sereno,  vento leggero da Nord

Ieri sera dopo la cena molto povera, la gentilissima signora che gestisce la baracca mi conduce a vedere una cameretta 2x1,2 , un loculo, dove ci sono 2 brande occupate da altri materiali alla rinfusa. 

Mi dice che posso stare a dormire lì, ma non chiudere la porta altrimenti manca l'aria.  È di fatto uno sgabuzzino cieco.
Ok mi sistemo lì, sopra la branda metto però il saccoletto. 

Poi esco ancora per vedere il tramonto che sarà alle 20,30, le zanzare sono in agguato. 




Appena tramontato mi rifugio nel tugurio, ma mentre mi spoglio noto un grosso ponfo sulla schiena all'altezza della vita, cerco di capire meglio ma la posizione non aiuta.  

Infine diagnostico che è una zecca. Cerco di toglierla con le forbicine delle unghie disinfettate sulla fiamma, ma non riesco.  

Vado così a bussare alla cucina dove marito e moglie stanno guardando una telenovela.  "Ho bisogno di un aiuto" dico mostrando il ponfo, so benissimo che non capiscono una parola di inglese,  ma vedendo il problema…
Anche loro cercano di estrarla, ma questa bestiaccia si è conficcata sotto la pelle e non è semplice. 

Cercano anche di aspirarla con una siringa o legare il rostro con un filo da cucire, ma inutilmente.  

Il disinfettante è la vodka, ma non hanno una pinzetta che risolverebbe.  Allora dopo circa un'ora di travaglio, telefonano ai vicini, si fa per dire, di casa se hanno una pinzetta, ma sembra cosa rara.
Pur essendo molto scialli su tutto e parecchio trasandati mostrano una certa preoccupazione per la cosa. Finalmente da un vicino viene data la notizia della pinzetta.
Il marito prende l'auto e ritorna dopo una mezz'ora con lo strumento. Così avviene l'estrazione della testa e del rostro che viene conservata per eventuali analisi.

Mi si raccomanda però, quando sarò giunto a Shemonaykha, di andare all'ospedale per un consulto. Io non mi sarei preoccupato così tanto in Italia, ma qui forse è diverso e seguirò il consiglio.

Nel giro al parco, il giorno prima, è possibile che chinandomi nell'erba per una fotografia ai fiori me la sia beccata. Poi anche avendo fatto la doccia non l'ho vista per la posizione. 

Questa mattina parto alle 7,00, il tempo è buono e sono solo 66 km. La strada è un continuo saliscendi, salite ripide e così le discese. 

È sempre dritta e a volte si vede un'infilata anche di 6 gobbe. Per me è molto impegnativa, inoltre per 40 km non c'è un luogo abitato, ne dove poter prendere acqua. Per un momento ho odiato questa strada dicendo "non è possibile" ad ogni svalicamento se ne vedevano altri da fare.




Finalmente, dopo 50 km, un piccolo paese con tre minimarket uno attaccato all'altro. Prendo così acqua,  tè freddo, pesce affumicato che mangerò oggi. 

Gli ultimi 17 sono fatti con vento contrario, ormai le "dune" sono più morbide e allungate.

Un ponte di ferro sull'Uba che qui è maestosa ben più del nostro Po, immette nella cittadina di Shemonaykha.  

Trovo subito una graziosa gostilna che fa per me. Sono le 13,30, 6h e 30' per fare 66 km con una sosta di 20'. 




Una volta sistemato e lavato,  vado in ospedale, già sapevo come funziona la sanità in questi paesi ed è stata una conferma. Pochi mezzi, poca igiene, ma tanta buona volontà. 

Attendo il mio turno, in dieci minuti arrivo in ambulatorio dove diverso personale giovane e qualche anziano leggono sul mio telefono il motivo della visita, esaminano la puntura che non sembra infetta, ma preferiscono vaccinarmi per la encefalite da zecca.



Ora sono nella mia camera,  leggerò un po' un libro che mi sono portato dall'Italia e prestato da Livio "In Siberia" di Colin Thubron. 

Ciao, alla prossima.

 PER CHI E' INTERESSATO A SEGUIRMI ANCHE NELL'ATTIVITA DI VIAGGIO IN MOTOCICLETTA E' APERTO UN NUOVO BLOG. SENEGAL EXPERIENCE  ...