Translate

giovedì 8 giugno 2023

 98esima tappa

Ridder-Ridder Km 0, temp. 25°, cielo coperto,  vento forte.

Oggi visita alla città di Ridder (dal 41 al 58 Leninogorsk).

Questa mattina ho fatto colazione al supermercato: yogurt, 2 brioches, tè freddo perché il mio hotel non comprende la prima colazione. 

Le brioches erano delle vere "luisone" come da bar sport. Per pagare i 3 prodotti 3 casse diverse, che scritto in russo suona male Kacca. 

La città pur essendo in un bel luogo naturale e circondata da belle montagne è di tipo industriale decadente per il trascorso minerario. 








Case scrostate,  giardini poco curati, marciapiedi rotti, sembra che all'amministrazione siano finiti i soldi. 

Qui la gente è principalmente russa:85%, poi 5% Kazakistan, tedeschi,  altro.
Anche i lineamenti sono meno asiatici. 

Ieri sera al ristorante vi erano solo, oltre a me, una mamma con 2 bambini,  tutto vuoto. Dei 10 piatti a menù vi era solo zuppa ed insalata,  indovinate cosa ho preso?

Al centro un memorial ai caduti della seconda guerra mondiale che qui chiamano guerra patriottica perché contro l'invasione nazista. 

Un bello stuolo di nomi, così come in ogni parte d'Europa. 

Nella piazza principale il palazzo della cultura,  penso teatro e auditorium, ma è chiuso, davanti vi è la statua a Ridder. 






Vi è vicino anche un museo di storia locale che visito volentieri, ma non facile da individuare. 

Una classe elementare con maestra visita il museo con me, maestra coltissima, ragazzi annoiati come da noi. 

Oltre a reperti dell'età del bronzo, scene di vita del secolo scorso rappresentate, animali imbalsamati e ricchissima collezione mineralogica.











Immancabile macchina da cucire.

Dalla maestra riesco anche a farmi dire dove trovare una agenzia turistica.

Una volta raggiunta prenoto per domani una visita alla riserva naturale, mi troverò alle 9 e un taxi mi porterà per euro e 80 centesimi. (37 km) vedremo! 

Nel primo pomeriggio mi sono fatto tagliare i capelli nel barber shop davanti all'hotel;  5 euro con doppio shampoo, era da prima che partissi che non lo facevo e ora con il gran caldo ci voleva,  poi pomeriggio in camera a leggere, fuori piove con temporale,  ma domani sembra migliore. 

Ciao, alla prossima.

mercoledì 7 giugno 2023

 97esima tappa

Campeggio libero nei pressi di Zimovio-Ridder 65 Km, temp. 28°C. Cielo sereno, vento assente. 

Ieri sera mentre preparavo la cena è arrivato un cane che ho ho scoperto del padrone della fattoria.  

Un bastardo di mezza taglia in cerca di coccole. Dopo i primi grattini dietro la testa si è subito accorto che avevo messo una tavoletta di cioccolato nel ruscello perché durante il pomeriggio si era completamente sciolta e l'ha fatta sua (colpa mia), va beh! 


Ma per tutta la sera è stato troppo appiccicoso, non riuscivo a tenerlo lontano neanche sgridandolo ad alta voce, per me capisce solo il russo. Si continuava a strusciare sporcandomi i pantaloni appena fatti lavare e se mi sedevo attorno al fuoco voleva salirmi in braccio.  

Ho acceso il fuoco presto, ancora con il chiaro per fare un po' di fumo e tenere lontane le zanzare che sono arrivate in quantità. Per proteggermi ho usato uno spray da mettere sui vestiti e devo dire che funziona,  per il viso, collo e mani uno stick del tipo Jungle, nonostante tutto ne ho schiacciate parecchie.

Poi quando mi sono rifugiato in tenda, prima ha cercato di entrare, poi però si è accucciato ed è stato di "guardia" tutta notte, a mezzanotte c'è stato anche un abbaiare con altri cani. 

Questa mattina mi sono alzato alle 4,30 , qui alle 3,30 comincia a far chiaro, il fuso orario del Kazakistan è 4 ore in anticipo sull'Italia,  ma di fatto essendo tutto ad est  penso che col sole sono almeno un'ora avanti.

Il cane era ancora lì, gli ho dovuto dare il pane avanzato e un biscotto. 




Per arrivare a Ridder mancavano solo 65 Km, l'asfalto è discreto con qualche gobba e buca, ma nel complesso accettabile. 

La strada è però un continuo saliscendi, quasi sempre dritta con poche curve. 

È la filosofia di qui nel tracciare le strade. Su e giù dagli ostacoli, niente giri in torno. 

Per le discese ci sono i freni,  ma per le salite litri di sudore, pendenze molto forti, per fortuna per brevi tratti. 

Alle 11,30 il caldo è insopportabile,  oltre 34° mi fermo ad un market per prendere qualcosa da mangiare e bere, mancano 17 km a Ridder. 

Qui il telefono prende così posso inviare la tappa di ieri, telefono anche a casa perché ieri ho mandato solo un sms con il satellitare. 

Arrivo a Ridder alle 14,30 e al secondo tentativo trovo un albergo (Kazakistan) che ha una camera libera. Prenoto per 3gg poi si vedrà. 

Ridder ha un nome tedesco perché è  stata fondata dal sig.Ridder, un tedesco che ha scoperto questa zona mineraria, tuttora attiva. ( rame, stagno, piombo, argento, oro, berillio)

Ancora alcuni tedeschi vivono qui e il tedesco è più conosciuto dell'inglese. 

Sulle montagne attorno ci sono ancora strisce di neve, mi fa pensare che se ora siamo a 34° esistono solo 2 stagioni. 



Domani forse farò un escursione in montagna o nei bellissimi boschi. 

Ciao alla prossima

96esima tappa
del 6 giugno

Oskemen-Campeggio libero nei pressi di Zimovio. 70 km.  Temp. 25° C. Cielo sereno  vento assente. 

Oggi riprendo a pedalare,  dopo la giornata di ieri di assoluto riposo voglio uscire da questa città che offre ben poco. 

L'idea è di andare in direzione di Ridder e fermarsi a fare campeggio lungo la strada in montagna. 

La colazione offerta dalla gostilna è minimale, un omelette due minuscoli panini , una tazza di tè, se vuoi ricotta di pecora salata, io passo. 

Alle 7,30 parto, imbocco la circonvallazione che porta fuori città.  Un' auto si accosta e mi fa segno di fermarmi,  penso di star perdendo qualche pezzo.

Invece sono i soliti interessati a conoscere il ciclista. 
Due simpatici signori con buone maniere,  mi rivolgono le consuete domande: "Da dove vieni? " " Dall'Italia " ohooo... "Dove vai?" "In Giappone"  "ohoo.." "Dove dormi?" "In tenda"
E qui oltre allo stupore compare ammirazione.
Per finire " Quanti anni hai? " "64" "ohoo..." ormai le so a memoria,  e pure l'ordine è circa lo stesso. Ma oggi, non avendo fretta mi ha fatto piacere. Si finisce con un selfie o con una stretta di mano. 


Riprendo il percorso,  per i primi 50 km è  lo stesso verso la frontiera di Shemonaykha, per cui non sono chilometri sprecati, poi vi è un bivio, a destra si va per Ridder a sinistra per Shemonaykha. 



Il paesaggio qui è molto verde, la strada un saliscendi bordato da pioppi e betulle molto alte. 

È  la stagione in cui i pioppi rilasciano i pampini e sembra che nevichi leggero. Sui bordi strisce gialle di colza in fiore.






Alle dodici mi fermo per uno spuntino in una baracca lungo la strada, dentro tre donne che stanno cucinando i ciarzacci. Sono frittellone di pasta con dentro cipolle stufate e carne macinata di bovino. 

Ne prendo 2, con un tè caldo.



Poi riprendo la strada, oggi è molto caldo 35°C,  ma dopo 3km mi accorgo di aver dimenticato il camelbag,  così ritorno dalle tre donne che se la ridono.
Dasvidania, speriamo per l'ultima volta, però i ciarzacci erano buoni.

Cerco un posto buono per campeggiare anche se è ancora presto e dopo 3 tentativi ne trovo uno discreto vicino al torrente così mi potrò lavare.










Però non c'è campo dati, per cui posterò solo domani. 

Ciao alla prossima.

lunedì 5 giugno 2023

 95esima tappa

Oskemen-Oskemen 0 Km, temp 20° C. Cielo sereno, vento leggero. 

Oggi giornata di assoluto riposo, giretto in città,  lavanderia,  barbiere, piccoli acquisti.

Ieri ho lasciato la steppa in camion, da una parte un senso di liberazione, ritornare a paesaggi più vicini alla nostra sensibilità,  dall'altra un po' di nostalgia per non averla vissuta di più e aver scoperto tutti i suoi segreti. 

Cos'è questa steppa, definirlo deserto freddo è riduttivo, anche se la parola deserto ha molte sfumature, io vedo una terra arida che non è terra, né ghiaia, né sassi, né roccia, ma tutto questo miscelato in proporzioni diverse. 

Colori pastello dal grigio, all'ambra, al rosso, al bianco accostati come un Missoni della natura. 

Una piatta distesa che sembra infinita tanto da darti vertigine, non un albero, ne un arbusto, solo fili d'erba isolati, tra i quali la poa, dalla breve esistenza, emerge con i suoi steli dorati, ormai senza semi ondeggiano ancora al vento e ti chiedi il perché. 
Un perché che non trova risposta se non come un tratteggio del paesaggio che sarebbe troppo monotono senza.
Quegli stessi steli di paglia sottile che abili mani sanno trasformare in cappelli ed indumenti, che la fiamma di un fuoco mangerebbe all'istante.  

Qua e là  isolati, ma non troppo, gruppi di euforbia dai gialli ciazi che sembrano fiori puntati sul liso lenzuolo verde spento del suolo alla vista radente. 

Instancabili formiche sempre in marcia che con le loro antenne si orientano in questo nulla come noi con il gps. 

Se si guarda con attenzione piatta non è. 

Minuscoli rilievi senza struttura disegnano una trama segreta. Ogni tanto il verde vira in toni più accesi, l'erba cresce più in fretta e a volte l'acqua riaffiora in pozzanghere o piccoli stagni dove fa esplodere la vita che sembrava assopita e la biodiversità. 

In altri microcontesti  il sale ricopre ogni cosa con uno strato di polvere bianca che sembra farina. 

Questo ho colto con lo sguardo, ma con l'anima ho corso come un cavallo al galoppo per questi infiniti spazi di libertà lasciandomi dietro tutte le amarezze e le sconfitte della vita.

Da Qualbatau ad Oskemen la strada diventa più piccola, ma con ottimo asfalto,  il paesaggio è mutato radicalmente dalla steppa, qui l'erba è verde smeraldo e fitta come un tappeto, pecore e cavalli pascolano in un paradiso, qualche torrente d'acqua limpida a ricordare che le montagne sono vicine. 

In lontananza anche cime innevate. Gli alberi ormai popolano la campagna è non hanno più paura a levarsi verso il cielo che è sempre più azzurro. Tra questi le prime betulle, gli abeti, gli aceri saccarini.

Oskemen anche nota con il nome di Usc-Kamenogorst è una tipica città russa, fondata nel periodo imperiale di Pietro il Grande, alla confluenza di due grandi fiumi Irtys e Ulba. La città ha grandi viali, monumenti e statue di illustri personaggi, tra cui lo scrittore e poeta Abay Kunambayev, giardini nei quali è  bello sostare e poco altro. 


















Oggi a parte passeggiare, andare a curiosare in un centro commerciale non ho fatto gran che, essendo lunedì anche il barber shop era chiuso, sarà in un'altra occasione.

Domani forse andrò in qualche località limitrofa a fare campeggio nella natura che è molto rigogliosa. 

Ciao  alla prossima. 

 PER CHI E' INTERESSATO A SEGUIRMI ANCHE NELL'ATTIVITA DI VIAGGIO IN MOTOCICLETTA E' APERTO UN NUOVO BLOG. SENEGAL EXPERIENCE  ...