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giovedì 18 maggio 2023

77esima tappa

 Resort Baytur-Sosnovka 78 km. Temp. 7°C. Pioggia, vento teso da nord.


Oggi ho lasciato il resort alle 8,30, la colazione è stata povera e servita peggio. Gli arabi dormivano ancora, però ci eravamo salutati la sera prima. 

Il cielo è nero di pioggia che comincia piano poi intensifica fino al valico.

Ancora un falsopiano in leggera discesa poi la strada comincia a salire con pendenze decise e costanti al 12%. Mi sono coperto con tutti gli indumenti da freddo, però a parte le gambe,  sento freddo per l'aria intrisa d'acqua. 

Sulle montagne più alte nevica, ci sono cime tra i 4000 e 5000 mt. 

Oggi le pendenze sono al mio limite e forse risento anche della tappa di ieri. 





Dai 2300 del resort si scende ai 2200 poi è continua salita dura fino ai 3168 del tunnel. 

Per quanto mi imponga di andare lento e costante finisco in zona anaerobica e mi devo fermare,  poi riparto per 1 o 2 km e sono fermo ancora, faccio anche un breve tratto spingendo a piedi la bici, ma i tornanti sopra la mia testa mi dicono che è ancora molto lunga. Così ho fatto la prima metà.  Provo a chiedere un passaggio ai rari camioncini che passano, ma per un po' nessuno si ferma, poi si ferma un giovane e mi fa segno dietro, quindi intuisco che mi fa salire, le porte dietro sono chiuse con una grossa fettuccia annodata. Allora scende l'autista e con fatica apre le porte e mi fa vedere un furgone stipato di cassette di albicocche fino al tetto. Dove dovrei metterla la bici? Lui sorride, allarga le braccia e mi da in mano una decina di albicocche.  Anch'io sorrido, forse gli spiaceva tirare dritto e voleva dimostrarmi che se mi lasciava a piedi non era per cattiva volontà, ma perché non poteva.

Così riprendo un po' a pedalare, ma vado sempre fuori giri.  Riprovo a buttare il dito ai furgoni, alle auto è inutile non vi è spazio e ai TIR di solito sono piombati e troppo alti per caricare.

Finalmente si ferma un furgone cassonato carico di carpenteria metallica, ma c'è spazio per me e la bici. Non senza difficoltà il carico è fatto, in cabina oltre a lui vi è già la moglie e un figlio. Io sto sul cassone e tengo ferma la bici. Cinque km e arriviamo all'imbocco del tunnel.  Si passa a senso alternato, in colonna e veloci. Dentro l'asfalto è pieno di buche e corroso oltre misura,  inoltre vi è uno smog irrespirabile. È divieto di transito ai non motorizzati. In ogni caso avrei dovuto chiedere un passaggio per transitare il tunnel,  attorno solo neve. 

All'uscita scendo, il vento freddo mi suggerisce di perdere quota il prima possibile.




Una discesa di 51 km interminabile,  2000mt di differenziale dai 3168 ai 1150 mt. Il freddo è forte fino all'arrivo.

Trovo una Guest House  sulla strada, ottima.  La signora mi preparerà anche la cena.  Un tè bollente e biscotti come benvenuto, non male. Per di più il figlio è universitario in lingue e parla bene inglese.

Domani,  salvo grossi imprevisti,  arrivo a Bishkek,  la capitale, mancano circa  60 km di piano, spero.

Con oggi si chiude il capitolo,  le grandi montagne, ma ne verranno altre forse non così alte, ma altrettanto selvagge o più. La cima Coppi del viaggio sarà il passo di ieri, 3173 mt.



Ciao alla prossima

mercoledì 17 maggio 2023

76esima tappa

 Toktogul-S.Parizk 124 km. Temp. 15°, cielo sereno,  vento assente. 


Oggi era una giornata temuta invece si è rivelata una sorpresa bellissima. 

Ma andiamo per gradi. Questa mattina faccio colazione su una panchina del parco giochi di Toktogul dopo aver prelevato 20€ al bancomat,  qui sono le cifre massime per ogni operazione. 

Poi imbocco la M41 per Ala Bet Pass con molto timore, anche se controllando la carta topografica mi sono accorto che la quota segnata è 3173 e non 3713 come mette maps, penso che sia stato un errore di maps però solo salendo lo saprò. Pensavo infatti di impiegare 2gg così potrei farcela in uno. Tutto dipende da come è distribuita la salita sui 60 km che portano al passo.

Oggi la strada mi è stata amica, pendenze regolari, no su e giù, dal 7-10% con tratti in falsopiano di recupero. 






Non ho mai fatto una salita così lunga, con un peso simile, devo non sprecare nulla. Piedi ben sui pedali, andatura lenta e ritmica (mi aiuto con una strofa di singing iaia yuppie.. una sillaba per ogni mezza pedalata) peso lo sforzo,  mai in debito, e altri trucchi. 

Così facendo i primi 40 sono fatti in 4h, essendo partito alle 8 in punto faccio una sosta di 40 minuti per mangiare qualcosa a mezzogiorno. 





Poi si riprende la cadenza, mi tranquillizza il fatto che la strada è sempre a fondo valle e costeggia un fiume poderoso di acqua bianca (paradiso per canoisti espertissimi 5-6°) , ma aspetto da un momento all'altro l'impennata finale. Stranamente non ci sarà,  e arrivo al passo alle 16,40 dopo aver pedalato escludendo la sosta per 8h. Sono un po' stanchino, come direbbe Forrest Gump, ma il paesaggio è meraviglioso e la gioia di esserci arrivato è incontenibile. Vi è ancora uno spatasso di neve sul lato nord e la temperatura è  scesa a 3°C. , mi copro subito e inizio la discesa, qui è impossibile pernottare.






La strada, ancora amica, mi propone una leggerissima discesa, con vento a favore e senza fatica riesco a tenere i 40 km/h per lunghissimi tratti, mai una frenata. 

La valle è  diversa da quella di salita che aveva caratteristiche alpine, qui è una valle glaciale, ampissima tundra che sembra livellata con il laser tanto è piatta e verdissima. Uno spettacolo per noi europei inconsueto,  da farti commuovere, mandrie di cavalli liberi e yurte o ger il lontananza.



Così, veloce come l'acqua del ruscello che diventa torrente e poi fiume impetuoso, percorro decine di km almeno altri 60 perdendo solo 850 mt di quota. 

Poi a distanza di pochi minuti uno dall'altro due incontri significativi. 

Il primo è un ciclista kirghiso, incredibile, il primo che vedo, peraltro ben attrezzato.  È un ragazzo giovane di 20 anni che è partito da Bishkek e arriverà a Zalalabad il mio percorso in senso inverso.  Ha solo uno zainetto e una borsa sul manubrio, ma dorme in hotel o yurta. È molto felice di avermi incontrato,  anche lui solo, anche io lo sono.


Poco dopo un gruppo di uomini vicino al fiume mi fa segno di fermarmi,  preso dall'euforia del precedente incontro mi fermo.  Sono felicissimi e mi invitano a prendere un tè con loro. Why not? Sono dell'Arabia Saudita, uno parla bene inglese e fa da interprete. Il suo nome è Fahad e la sua attività è avere un ristorante. 




Sono ospitali e pieni di premure per me e mi invitano a cena nel resort dove sono alloggiati anche loro. Dista solo 5km dal luogo del primo incontro, io però supero il bivio e chiedendo informazioni al un locale nel gruppo di case successivo capisco l'errore e ritorno indietro su una pista erbosa in mezzo alla tundra, solo cavalli liberi a mandrie e qualche yurta.

Mi sistemo nel resort accogliente e organizzato, pago pure con carta di credito. Oggi giornata strafortunata. 


Ceno con i miei nuovi amici arabi che apprezzano il mio viaggio e sono pieni di curiosità e ospitalità.  Si mangia all'araba, gambe incrociate su tappeti. Al centro un grande vassoio con una montagna di riso giallo e pezzi di carne di agnello. Tutto molto gustoso, poi sorseggiando tè, una piacevole conversazione come fossimo vecchi amici.

Domani mettono pioggia, ma ormai mancano solo 160 km a Bishkek in 2 gg dovrei farcela. 



Ciao alla prossima.

martedì 16 maggio 2023

75esima tappa

 Karakol-Toktogul 109 Km, temp. 19°C., cielo parzialmente nuvoloso,  vento assente. 

CIMITERO KIRGHISO

Questa mattina,  sveglia alle 5,30 e partenza alle 6,30 senza colazione. I negozi sono ancora chiusi, farò colazione più avanti. 

L'aria è fresca e si pedala bene, sulla strada poco traffico, ma già incontro una bambina con zainetto in spalla e fiocchetti bianchi in testa che da sola sta già andando a scuola.

La strada sale leggermente, la valle è tortuosa, ma più aperta di ieri.  Verso le sette trovo un negozio aperto e compro due biscottini di pasta frolla,  uno yogurt,  e una bottiglia di tè freddo, su di una panchina artigianale faccio colazione. 





Questa mattina devo fare un passo  a 1400 mt partendo da 1000, la salita è concentrata tutta nella parte finale 3 km al 12% , una bella sudata.



Arrivo al passo alle 9,45, mangio ancora qualcosa e poi una ripida discesa mi porta fino al lago.

Ora la strada invece di costeggiare il lago come sarebbe ovvio, se ne va su e giù per i colli attorno, ancora come ieri salita dura, discesa ripida per n volte. Se almeno ci fossero luoghi abitati da collegare avrebbe un senso, invece è deserto. Non riesco a capire perché è  stata tracciata così. 40 km spacca ossa. Poi finalmente scende e basta fino ad arrivare al ponte sul fiume Naryn, principale immissario, credo.




Così si passa in sponda destra,  qui una serie di venditori di erba ( non pensate subito male) è una specie di rabarbaro da sbucciare come una banana e masticare, ha un sapore aspro ma piacevole, ricorda l'erba salina.


Si ricomincia a salire, prima costeggiando il lago poi ancora a caccia di dune desertiche con salite e relative discese di 2-3 km al 12%. 





Insomma è  stata dura, sono arrivato a Toktogul alle 17 con una sosta per mangiare pane e mortadellina di 30' . Qui a Toktogul trovo un albergo dove sono alloggiato, però a 50 mt si rompono improvvisamente 2 raggi senza motivo. Beh, meglio qui che per strada, ma anche meglio no. Oltre al bagno in comune, la signora dice che in camera potrebbe arrivare un altro ospite. Il prezzo è irrisorio 8€ , allora pago il doppio però voglio tutta la camera per me. La signora è  contenta, io pure.

Mi sistemo e prima di lavarmi,  faccio anche oggi il meccanico,  questa volta però comodamente nel cortile dell'Hotel Oscar.

Domani inizierò il mega salitone al passo, inizierò perché penso di metterci 2 gg, si va su a 3700mt dai 900 di qui. Non so come andrà,  dipende molto dalle pendenze perché oltre il 12 fatico troppo. Vedremo domani. 


Ciao alla prossima.

lunedì 15 maggio 2023

74esima tappa

 Shamaldy-Say- Karakol 88 Km,  Temp 19°C. ,cielo sereno, vento sostenuto da Est.


Finalmente oggi ho ripreso la mia marcia verso Est. Abbandonata definitivamente la pianura Fergana,  si entra nella strettissima valle del fiume Toktogul.

Sembra impossibile che tra altissime montagne ci sia un passaggio per il fiume che deriva dall'omonimo lago. 





A volte il treno sbagliato porta alla stazione giusta, (proverbio indiano), questo passaggio è  incredibilmente bello, se non fossi tornato indietro me lo sarei perso. Il fiume è  sbarrato da diverse dighe in sequenza e forma dei laghi tra il turchese e lo smeraldo, le rocce rosse, le terre ocra e il cielo blu completano la tavolozza. 

In un tratto vedo pure un pescatore su un gommone, ci scambiamo saluti e auguri a distanza. 


In ogni caso, go est! Va sempre bene.  

La strada M41 è molto bella, poco traffico, asfalto molto buono, paesaggio incantevole. Unico neo di oggi il vento contrario forte e a raffiche. 

La strada sale regolarmente fino all'ingresso della gola, poi è un continuo saliscendi impegnativo fisicamente.  Non so quanto ho fatto di salita totale, ma penso sui 2000 mt. La quota finale è  943 mt. ma per 60 km non ho fatto altro che salire e scendere. 

In ogni caso il paesaggio aiuta a sopportare caldo e difficoltà.




Circa a metà percorso,  ore 12, mi fermo in una piccola locanda.  La signora mi porta una zuppa di carne e cipolle con tagliatelle che nuotano. Pranzo inconsueto,  ma buono, per di più mi sistemo lo stomaco un po' in disordine da ieri.



Alle 13 riparto, vorrei arrivare presto, ma non sarà così. Quando mancano 25 km,  nel passaggio discesa salita la catena si inceppa e si rompe. Ovviamente in salita in un posto brutto in curva. Spingendo a mano guadagno un ciglio della strada con un po' d'ombra e mi accingo alla riparazione. Dovrei avere tutto, false maglie e smaglia catena. Ma nella borsetta degli attrezzi non trovo lo smaglia catena.  Un attrezzo indispensabile.  Ho anche una catena nuova, ma è lunga per accorciarla ci vuole. Provo in diversi modi, ma non riesco a fare nulla di utile. Sto quasi per arrendermi, poi guardo nella borsetta sotto sella e lo trovo dove era sempre stato.  Perché non vi ho guardato subito? Ero certo che fosse con gli attrezzi, le certezze del cervello sono spesso pericolose, meglio il dubbio. Comunque contento di averlo trovato e in pochi minuti la catena è  giusta. Ma una folata di vento mi ha portato via le due false maglie che avevo appoggiato su di un cartone per evitare di farle cadere in mezzo alla ghiaia.  Cerco, cerco, ma non trovo più nulla, chissà dove sono finite.  Ora se si rompesse di nuovo sono a terra. 

In ogni caso ne comprerò altre, ma penso che fino a Bishkek non troverò nessun ciclista. In tutto penso di aver perso due ore. Finalmente arrivo a 7 km dal paese, vi è un casello dove le auto pagano pedaggio,  per me è  gratis.




Qui la strada lascia il fiume e sale per 5 km al 10%, è dura dopo tante salite, ma con calma arrivo al paese dove avevo visto esseci 2 hotel,  il primo è  completo, ma al secondo trovo una sistemazione accettabile. Purtroppo il Wifi non va, scrivo dal ristorante vicino. 



Ciao alla prossima.

 PER CHI E' INTERESSATO A SEGUIRMI ANCHE NELL'ATTIVITA DI VIAGGIO IN MOTOCICLETTA E' APERTO UN NUOVO BLOG. SENEGAL EXPERIENCE  ...