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lunedì 19 giugno 2023

 109esima tappa

Bijsk-Gorno-Altaysk 98 Km, temp 20°, cielo sereno,  vento leggero da Sud.

Oggi tappa tranquilla,  strada ottima un po' trafficata. 

La colazione in hotel a buffet,  poi sostituzione raggio rotto e visita in banca per cambiare un po' di euro. 

Per cui parto da Bijsk solo alle 10,15. 

La strada è di grande percorrenza, i primi 20 km sono a doppia carreggiata con ampia corsia d'emergenza,  per cui viaggio tranquillo,  poi diventa una sola carreggiata e un po' stretta. 



Al 30esimo chilometro vi è un museo etnico della regione degli Altay.

Mi fermo, due ragazze mi mostrano il museo che è una sorta di giardino incantato, tante sorprese, pesci rossi e civette.
Il tutto un po' sciamanico ed esoterico, ma di buon gusto, trovo anche qualche souvenir carino in legno con poteri magici. Sculture in legno, laghetti, capanne sugli alberi, etc. Mi sono divertito. 

















Riprendo a pedalare,  la temperatura è alta sui 30° afosa, sudo e bevo molto. 

Mi fermerò alle 14 per mangiare un po' di dolci e rinfrescarmi all'ombra. 

Più avanti altra sosta dove compro un gelato e una cola fredda da usare come refrigerio sul collo, peccato che qui non abbiano i cubetti di ghiaccio, avrei riempito il camelbag per avere la schiena fresca. 

La signora del negozio usa ancora l'abaco per fare i conti, ne ho visti già in diversi posti, poi mostrano il totale con il display della calcolatrice che hanno regolarmente sul banco.



Alle 17 arrivo a Gorno-Altaysk e mi sistemo bene in una gostilna. 

Cena in hotel, vedremo cosa passa il convento.

Ciao, alla prossima.

domenica 18 giugno 2023

 108esima tappa

Pietropavlos-Bijsk 123 Km, temp 18°C. Cielo sereno,  leggera brezza da Sud.

Ancora oggi penso alla splendida accoglienza di Pawel e della sua famiglia,  fino all'ultimo mi hanno trattato da fratello, compresa la colazione e i saluti. 

Sono tutti doni che sto mettendo nello zaino e porterò a casa con grande piacere.
Anche quando dico che sono italiano, trovo solo grande simpatia e apprezzamento. Nessuno fa cenno alle sanzioni o alla distanza culturale. 


Mi spiace solo di non essermi potuto preparare con la conoscenza di un po' di lingua russa,  avrei raccolto ancora di più. 

Oggi la strada è stata lunga, ma su fondo buono e ottimo, solo 2 km di ghiaia per lavori, inoltre quasi tutta pianeggiante e vento leggero e a volte a favore. 

I primi 40 sono volati via, allora mi sono fermato per integrare la colazione ad una stazione di servizio con annesso un market. 



Lì mi sono accorto che il telefono non scaricava più i dati. Poi con l'aiuto della cassiera ho capito che era finito il credito. Per ricaricare, visto che le nostre carte non funzionano in Russia, ho chiesto alla cassiera se poteva farlo lei, ma mi sono accorto di non sapere il numero della sim.
Pazienza ho pensato di risolverlo in hotel questa sera con uso di WiFi. 

Mentre bevevo una limonata un signore mi guarda e non dice nulla, poi quando ho finito di bere si avvicina e mi parla della sim, vuole aiutarmi. 
Dopo diversi tentativi inserisce la sim nel suo telefono e riesce a trovare il numero, la cassiera mi ricarica così 10 euro. È una piccola cosa, ma difficilmente sarebbe accaduta in Italia. 

Oggi appena prima di arrivare ho attraversato il fiume Ob. Qui è solo all'inizio,  ma già è grande e ricco d'acqua. Sfocerà nel Mar Glaciale Artico dopo 3700 Km.





Arrivo così nella città di Bijsk, una bella città,  fondata nel 1700 da Pietro il Grande. Io sono nella zona antica, Old Town Hotel.  Le costruzioni sono in pietra rossa a vista, molto gradevoli, teatro e aeroporto, 220000 abitanti,  domani faccio un giro.




Appena in città ho rotto un ennesimo raggio, ma ci penso domani,  oggi sono stanco.

Ciao, alla prossima.



sabato 17 giugno 2023

 107esima tappa

Karlovo-Petropavloskoe 124 km, temp 13°C. Cielo sereno,  brezza leggera da sud-est

Dal mio campeggio parto alle 8,00, i primi 20 km facili con salite e discese dolci, qualche piccolo tratto per lavori in sterrato,  poi a Beryozovka si prende il bivio a dx. Temevo i bivi perché su strade secondarie non sai mai cosa troverai cambiando strada. 








Come spesso accade, le aspettative negative finiscono per realizzarsi. 

Lascio l'asfalto per un giaione grosso e profondo, con salite niente male, mi sembra impossibile pedalare e in salita per due volte scendo e spingo camminando. 

Forse avrei fatto meglio a tenere la strada principale per Barnaul, più lunga, ma sicuramente più facile. Dopo i primi 7 km atroci migliora un po', riesco a pedalare nella sottile striscia lasciata dalle auto, appena mi sposto la bicicletta si pianta nella ghiaia. 

Così facendo arrivo ad un piccolo paese dove ogni casa ha messo le bombole del gas fuori sulla strada.  Penso che sia il giorno in cui passa il bombolaro, alcuni aspettano seduti a fianco,  ma molte sono sole. 

Ad un tratto vedo un gruppo di gente,  donne, bambini, uomini con svariate bombole e allora mi fermo. Gli uomini sono seduti su un carro a cui è attaccata una cavalla con il tiro alla russa, troppo folcloristici.  

Il suo bel puledro le gira intorno,  il quadretto è fantastico. Anche i bambini si avvicinano e vogliono che li fotografi, molto  volentieri. 






Poi riparto,  la strada sale, ma il fondo qui è in terra, molto più facile e meno pericoloso. 

In cima alla salita mangio qualcosa,  sono le 12,30.

 Per altri 15 km ghiaia, finalmente arrivo ad incrociare un'altra strada con asfalto nuovissimo, un sogno! In più un tratto di discesa all' 8% e volo. Finita la discesa bivio a dx, le paure tornano.  15 km di buon asfalto fino al paese che si chiama Ogni. 

Poi sterrato della peggiore specie.  Ho una gran paura anche di bucare, ghiaia grossa e appuntita come la massicciata della ferrovia. 

Ormai pedalo come un automa e arrivo nel paese di Anton.  Da qui solo 15 km di asfalto che faccio ai 30km/h e finalmente il paese di Pietropaolo unico albergo in tutto il percorso. 




Chiedo informazioni per la gostilna e una bimba mi accompagna in bicicletta.  Penso che tutto sia risolto,  niet. 

La gostilna è chiusa e un giovane che sta uscendo da un cancello vicino mi fa la cortesia di telefonare al proprietario.  Risponde niet. Allora mi dice "Vieni a casa mia" "Grazie,  certamente "

La casa è  piccolissima e poverissima, ma posso usare il lavandino e un divano letto mi viene offerto. Inoltre prepara 2 uova fritte con un po' di lardo e un tè caldo. 

È  poco, ma dato con un gran cuore generoso che mi sazia. 

Poi mi accompagna a vedere il paese, statua di Lenin, chiesa, palazzo dello sport,  campo giochi, il fiume,  e la vista del paese da una collina. 

Niente di particolare,  ma tanta disponibilità. Lui ha 41 anni e vive con la moglie Olga e un bimbo di 3 anni Dimitri, le due figlie più grandi sono dalla nonna. 






Tornati a casa è già pronta la "bagna" ( sauna) che prima fa la famiglia poi è il mio turno.  Oggi avrei già sudato abbastanza,  ma come posso rifiutare?

Ciao, alla prossima

venerdì 16 giugno 2023

 106esima tappa

Zmeinogorsk-Karlovo km 102, temp 12°C. Cielo con qualche velature, brezza leggera da Nord. 

Oggi giornata piena di accadimenti, ma al tempo. 

Con il passaggio in Russia si è persa un'altra ora, qui siamo a +5 dall'Italia. 

Partenza alle 7,30 che sono le 6,30 di ieri. La strada è quasi tutta per me, pochissimo traffico,  sale e scende dolcemente e senza vento è un piacere pedalare, fuori dal paese per diversi chilometri non ci sono più case o altri insediamenti,  solo prati e campi coltivati. 


Pedalo in scioltezza,  non voglio forzare, al 30esimo km un piccolo paese, in un market compro acqua e un po' di biscotti,  la colazione l'avevo già fatta in ostello con te e biscotti. 

È bene comunque avere qualche scorta,  con queste distanze non si sa mai.

Esco dal paese e faccio ancora qualche km e vedo un ragazzo che cammina sul bordo, ma fa anche l'autostop,  porta uno zaino e una custodia per chitarra e ha una grossa bandiera. 

Quando passo accanto fa il dito pure a me, io gli faccio segno di salire sulla canna e così mi fermo e siamo subito amici. Che dico, fratelli di strada. 

Lui sta percorrendo il bordo inferiore della Russia e vuole arrivare a Vladivostok per metà agosto, è un cantautore e si paga il viaggio cantando e suonando nei paesi che incontra. 

Una persona simpatica e affabile, mi chiede di me ed è stupito che abbia già fatto tanta strada,  forse ci incontreremo ancora. 


Dopo altri 20 km, alla periferia di Kuria vedo un cartello che indica Museo di Kalashnikov 3 km. Ora che sono qua devo vederlo sicuramente,  era citato anche nel libro di Saviano "Gomorra ".

Arrivato a Kuria, nella piazza ritrovo il cantante che suona e canta con attorniato da un capannello di gente tra cui due giovani ragazze.
Poi senza interrompere "Luigi, Luigi". Ovviamente mi fermo e vado anch'io a sentire e filmare. 

Nel frattempo io sono pure oggetto di curiosità degli astanti che cominciano a farmi domande e chiedere selfie.

Vengo messo in mezzo e cerco di seguire l'armonia, abbracci e strette di mano come se non ci vedessimo da mesi. 

Poi un veterano dell'esercito vuole che insieme cantiamo Bella Ciao. Mi presto alla scenetta e ognuno nella propria lingua canta la canzone.  Applausi e foto di gruppo. 

Un uomo che stava ascoltando si avvicina e mi regala un salame dicendo che molto buono perché russo, effettivamente ne mangio metà a cena e confermo. 

A questo punto chiedo dov'è il museo, il veterano si offre subito di accompagnarmi. 

Un gran bel edificio in legno stile vecchia Russia, situato sulla piazza proprio di fronte alla chiesa ortodossa. 

Entriamo e mi presenta come italiano e turista. Le 4 donne del museo sono felicissime di mostrarmi tutto e di più,  il biglietto costa 50 rubli, equivalente a 50 centesimi, oggi qui lo cambiano a 100.
Il pavimento è di abete bianco e bisogna indossare dei soprascarpe per non rovinarlo.

Oltre alla vita di Kalashnikov,  sono esposte le cose personali,  le onorificenze,  i regali, la laurea honoris causa con tanto di toga e tocco.

Tantissimi modelli del fucile automatico,  e in una sala si può imbracciarne uno e mettersi in posa di tiro. È ricostruito anche lo studio privato nel quale campeggia un'enorme pelle d'orso.














Mangio qualcosa nel giardino pubblico e riparto. 

Un tratto di strada di 5 km è sterrato per lavori di ammodernamento,  faticosi per il toulon ondulé e per la polvere dei veicoli.  

Mentre fatico un'auto mi passa e una voce grida "Luigi" è ancora lui che mi sorpassa con un altro passaggio. 

Proseguo ancora, ormai mancano solo 15 km a Karlovo, ancora un saluto da un'altra auto, sempre lui. 

Ma subito dopo dal finestrino di un'altra auto si sporge una ragazza e grida "Luigi are you?" OK, non può essere il cantautore,  mi fermo e scendono due giovani persone: Svetlana e Max, si presentano,  vengono da San Pietroburgo e sono in vacanza in auto in questi posti, molto lontano ( mistero ) hanno sentito parlare di me a Kuria dalla figlia che era in piazza e sono felicissimi di potermi conoscere.

Svetlana è una musicista vocalista ed insegna e Max suona il sax. È subito intesa quando dico che mia figlia Laura è violinista e insegna. 

Ci scambiamo I numeri di telefono e da Svetlana traspira un entusiasmo palpable e sincero. Mi scriverà poi con w.a. "Luigi tu ispiri le persone, ti auguro tutto il bene".

Finalmente arrivo a Karlovo dove dovrebbe esserci una gostilna,  non c'è.  C'è però un ottimo posto in riva al fiume per campeggiare.  



Questa notte sarà in tenda, ma in un posto da favola,  più tardi 3 russi pianteranno la loro tenda non troppo distante da me.

Ciao, alla prossima

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