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giovedì 13 luglio 2023

 133esima tappa

Ulaanbaatar-Ulaanbaatar 0 Km, temp. 17° C. Pioggia, vento assente. 

Oggi la giornata è stata tutta in città.  

La pioggia non forte, ma persistente ci ha portati a visitare il museo di Gengis Khan.  Un museo nuovo aperto a novembre dello scorso anno. 

Di fatto un grande allestimento su otto piani, raccoglie tutta la storia della Mongolia, dai reperti più antichi, datati tre secoli prima di Cristo,  per lo più lastre con incisioni e scritte verticali su pietra ai giorni nostri. 

Man mano che si sale si ripercorrono le diverse fasi di espansione e ridimensionamento della Mongolia e l'epopea della Grande Mongolia ai tempi di Gengis Khan. 

La visita ci è stata illustrata da Saruul con dovizia di spiegazioni. Sempre nel museo sono proiettate immagini dei siti di interesse naturalistico e paesaggistico della Mongolia nelle diverse stagioni dell'anno.




La visita è stata piacevole e un paio d'ore sono passate in fretta. 

Successivamente siamo andati ancora nella vicina piazza del parlamento con palazzi antichi e moderni è di fatto il centro della città. 





Poi ci siamo spostati nella casa dei cugini di Saruul per assistere alla macellazione, preparazione, cottura e degustazione della pecora nel modo tradizionale mongolo. 

Il nome di questa preparazione è  khorkhog. 

Una specialità solo per gli ospiti illustri, a noi l'onore e l'onere di gradire cibo non per stomaci delicati occidentali. Una vera prova di coraggio, almeno per me.

La preparazione prevede la cottura delle interiora con sangue e acqua a parte che serve da antipasto. Il piatto forte di carne viene cotto in una grossa pentola a pressione (deve contenere l'intera pecora fatta a pezzi, cipolle, carote, patate, verza, sassi arroventati nel fuoco e messi dentro la pentola tra i pezzi di carne). Viene anche aggiunta un poco di acqua e sale.















Tutta la famiglia era riunita con cugini vari, mogli e figli per l'avvenimento. 

A fine cottura i sassi ancora caldi vengono passati tra la mani per un buon auspicio, poi si passa a consumare pezzi di carne a piacere. La carne è cotta nel suo brodo, molto grasso che serve per accompagnare e deglutire i bocconi. 

A me è piaciuto di più il cerimoniale tradizionale che la carne in se che pure era tenerissima, ma molto, molto grassa. 

Ci si serve con le mani che alla fine del pasto risultano lisce e vellutate come non mai.

Il chai è leggermente salato con latte e burro. Inoltre viene servita acqua burro e vodka giusto per risciacquare la bocca e oggi il burro di cacao non serve.

Alle 17,30 passate riusciamo a congedarci, naturalmente ci viene anche dato il doggy bag, non si sa mai se ci venisse ancora fame.

Prima di rientrare si va su una collina in macchina da dove si vede tutta la città,  sulla sommità vi è un memoriale della seconda guerra mondiale in stile soviet con effigie di Lenin e Stalin e altre prelibatezze del realismo comunista.




Rientro in appartamento e anche questa è fatta, un tassello di cultura mongola entrato dentro di noi con qualche problema digestivo, ma sopravviveremo.

Ciao, alla prossima.

mercoledì 12 luglio 2023

 132esima tappa

Ulaanbaatar-Ulaanbaatar 0 km. Temp. 18°C. Cielo coperto,  vento assente. 

Oggi seconda giornata a Ulaanbaatar,  con un programma piuttosto denso. 

Alle 9,00 si parte per andare a vedere la statua di Gengis Khan,  è un monumento del 2010, costruito per ricordare l'eroe nazionale nel luogo dove aveva trascorso la sua prima luna di miele.  

La location è a circa 20 km dalla capitale,  in una bella spianata e ricorda la più famosa rassegna dei presidenti americani del Monte Rushmore.

La statua equestre è alta 30mt più un basamento di 10, è di acciaio e brilla alla luce del sole.

Nel basamento e al piano interrato un piccolo museo con strumenti, armi e vestiti riconducibili all'epoca.












È possibile salire sulla criniera del cavallo da dove si ha una bella vista sulla valle. Qui abbiamo anche fatto volare un drone per fare foto, poi ci hanno detto che era vietato.

La seconda parte della mattina siamo andati al parco nazionale di Gorkhi-Telekj a circa 40 km di distanza, un pic-nic sul prato dalla sorella di Saruul per pranzo. 

Nel pomeriggio visita al parco, alberi, fiume, fiori, stelle alpine molto numerose e rocce granitiche con forme di animali detto Turtle Rock, per la forma di tartaruga della roccia dominante. 








Poi una zona mistica per la presenza di un tempio buddista dedicato alla salute fisica e spirituale.  Un bello scenario di boschi e montagne. Il percorso per arrivare al tempio è di fatto un giardino botanico e molti cartelli con le massime buddiste sul senso del vivere bene in armonia con il creato.



Tornati in città, assistiamo ad uno spettacolo del folklore mongolo. Generi lirici, canti popolari, danze, contorsioniste, e il singolare canto di gola che armonizza i suoni della natura. 

Uno spettacolo molto ben eseguito da professionisti e musici con strumenti tradizionali. 

Mi sono quasi commosso per la dolcezza e bravura degli esecutori.


Una buona cena al ristorante ha concluso la giornata. 

Ciao, alla prossima. 

martedì 11 luglio 2023

 131esima tappa

Ulaanbaatar-Ulaanbaatar Km 0, temp 18°C. Cielo coperto,  vento assente. 

Oggi è la giornata inaugurale della festa del Naadam,  festa che dura 3gg. 

La ricorrenza è riferita a Gengis Khan e all'indipendenza della Mongolia. 

La nostra ospite ci ha guidato per le manifestazioni in modo impeccabile, abbiamo così capito lo spirito della festa e visto tante cose.

Primo appuntamento nella main square di fronte al Parlamento,  un picchetto d'onore ha iniziato la sfilata verso lo stadio dove si è svolto lo spettacolo vero e proprio. 

La cerimonia veramente grandiosa con centinaia di figurati, cavalli, ballerini, arcieri.

La sceneggiatura ripercorre la storia della Mongolia e collega la tradizione con la modernità. 

Vi lascio le foto che sono rappresentative ed esplicative al riguardo.













Finito lo spettacolo, per tradizione bisogna mangiare almeno tre frittelle ripiene di carne, recipe.

Al pomeriggio andiamo a vedere la corsa dei cavalli in una grande distesa erbosa a 40 km di distanza.  La gara a cui abbiamo assistito è  un percorso di 28 km ed è stato coperto al galoppo in 40' . 

I fantini sono bambini dagli 8 ai 13 anni. Attorno alla zona di arrivo una grande fiera con stand gastronomici, ed altro.

Spettacoli ancora di cavalli, arcieri, cantanti e ballerini.









Una giornata piena di colori e di costumi. È un modo di riunirsi una volta all'anno per un popolo che è molto disperso in un grande territorio. 

Mi è piaciuto tutto molto è stata una fortuna essere arrivati qui nella ricorrenza. 

Ciao alla prossima. 

 PER CHI E' INTERESSATO A SEGUIRMI ANCHE NELL'ATTIVITA DI VIAGGIO IN MOTOCICLETTA E' APERTO UN NUOVO BLOG. SENEGAL EXPERIENCE  ...