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domenica 20 agosto 2023

171esima tappa

 Miyazaki-Nobeoka 91Km, temp. 27°C., Cielo sereno, vento assente.


Oggi doveva essere una tappa di relax a bordo mare in pieno sole, già pregustavo questo scenario e invece…

Effettivamente il sole c'è stato tutto il giorno, il percorso era sulla litoranea, purtroppo il mare non si è quasi visto.

Per 90 Km la statale 10 che porta a Nobeoka rimane parallela alla costa, ma distante circa 500 m dal mare, non ci sono alternative. Un vero peccato. Solo in due punti si avvicina in modo da vedere le onde. Alcuni ragazzi con il surf.


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Anche oggi il caldo è stato protagonista, un po' meno umido, ma con punte di oltre 34° , so che anche in Italia in questi giorni c'è lo stesso problema. 

Per difendermi ho fatto una sosta di circa un'ora in un'area di servizio tra le 11 e le 12 e poi altre due brevi nei minimarket per bere bibite fresche, ma soprattutto per approfittare dell'aria condizionata. Mi sono inventato di girare tra gli scaffali osservando con attenzione la merce per trascorrere qualche minuto in più al fresco.

Il percorso mi ha deluso, strada trafficata senza nulla di significativo tranne una discreta cascata.



Nessun incontro da menzionare se non quello con una vecchietta davanti ad un Family Market, si è avvicinata ed ha cominciato a parlarmi teneramente in giapponese, al che le ho detto che non capivo, ma lei ha continuato il suo discorso per alcuni minuti, alla fine ho ringraziato, non ho la più pallida idea di cosa dicesse, ma il tono era amichevole e di augurio. Tanto basta.





Arrivato a Nobeoka ho trovato subito posto all'hotel Apa, la stessa catena che avevo già sperimentato l'altro ieri, buono e buona la colazione.

Questa sera ho cenato al ristorante, un ristorante con cucina italiana. Ho ordinato prima una margherita, ed è subito arrivata, ma minuscola come giudizio direi 6 , un po' insipida e con mozzarella non proprio ortodossa. Poi mi sono azzardato ad ordinare una matriciana. È arrivato un bel piatto con pasta al dente e sugo niente male.




Oggi è andata così, tre piccoli problemi, una foratura, il barattolo del sale si è aperto nella borsa rovesciandosi tutto (porta pure male) e il mio cellulare che uso per chiamate e foto che non si carica più, pertanto è morto.


Ciao,alla prossima

sabato 19 agosto 2023

170esima tappa

 Kirishima-Miyazaki 89 km, temp. 28°C. Pioggia fine, vento assente. 


Oggi comincia bene, una colazione a buffet, super,  ogni gusto poteva essere soddisfatto,  tra dolce e salato, bevande calde e fredde. Ne approfitto per fare quasi un pasto completo. 

Comincio a pedalare alle 7,40 , strada molto trafficata anche se è sabato.  Per i primi 30 chilometri in leggera salita con qualche strappo alla fine. Paesaggio un po' monotono con boschi fino a bordo strada e qualche bella casa in stile giapponese. Solo dove vi è un po' di pianura, risaie. Dalla sommità si scende alla città di Miyakonojo, un grande agglomerato industriale che però bisogna attraversare, poi si ricomincia a salire lievemente una quindicina di chilometri, solo alla fine un 9%. 

In questo tratto due giovani giapponesi mi offrono una bottiglia di gassosa ghiacciata (un regalo gradito) e vogliono fare un selfie con me. 



Anche oggi fa molto caldo e umido, ma leggermente meglio di ieri. Poi, poco dopo incontro un cicloturista giapponese, molto simpatico e sudato. Ci fermiamo entrambi e un sorriso, una stretta di mano e una foto non possono mancare. Mi soffermo a guardare la sua bicicletta alquanto insolita anche se perfettamente tenuta. Mi spiega che è dell'esercito svizzero del 1948, con tanto di borse, valigetta e pompa. Ovviamente non ha i rapporti,  così capisco anche il suo sudore e la sua stanchezza.





Da questo punto la strada scende costeggiando un bel torrente di acqua pulita,  sono quasi tentato di immergermi per sentire il fresco, ma poi continuo. 

Mancano ormai solo 10 km alla meta di oggi, in un piccolo paese vedo una scuderia di auto prestigiose, almeno 10 Ferrari, 2 Lamborghini, 2 Rolls,  1 moto Ducati nuovissima.  Faccio un po' di foto. Il proprietario viene a salutarmi e mi regala qualche adesivo, poi mi racconta che viene spesso a Milano per poi andare a Modena e dintorni a fare shopping. Si porta così a casa qualche ricordino. 














Arrivato a Miyazaki  cerco un hotel, ma ne dovrò passare 10 prima di trovare una camera,  tutto pieno. È sabato ed è una località di mare.

Trovo all'hotel Super dopo aver implorato di non lasciarmi dormire in piazza.

Tutto bene quel…






Ciao, alla prossima

venerdì 18 agosto 2023

169esima tappa

 Satsuma-Kirishima 57 km, temp. 29°C. Pioggia leggera, vento assente. 


Ieri sera ho mangiato della carne stupenda.  Come sono uscito in strada pioveva a dirotto, stavo quasi per rinunciare, ma proprio di fronte un'insegna luminosa attira la mia attenzione, attraverso e subito annuso un profumino niente male, è un ristorante,  è già un po' tardi per qui, ore 20, ma entro comunque. 

La ragazza alla cassa mi fa accomodare e mi dice di aspettare, prima deve chiedere. Passano i minuti e penso che quando torna dirà di no. Invece come arriva e mi fa accomodare, è un ristorante tipico giapponese, vi sono tanti separè con scorrevoli di carta, in ognuno vi è un tavolo basso con una panca di legno che lo circonda.  Si può stare con le gambe incrociate, oppure infilare sotto il tavolo che vi è una buca. Per noi molto più comodo. Sul tavolo vi è una griglia a gas. La specialità è la carne, nel menù ci sono almeno 20 tipi di tagli di carne, illustrati con fotografie e descrizione della qualità, del sapore e ovviamente del prezzo.




Io scelgo della lombata di manzo con una marezzatura chiara e diffusa, un'insalata di cipolle e una birra ghiacciata, servita a -2°.

Appena vengo servito la cameriera mi accende la griglia e mi dà una pinza per cuocere la carne a piacere. Il Giappone è famoso oltre che per il pesce per la cura maniacale della carne. Devo assolutamente confermare che ne ha tutte le ragioni.  Una carne così buona io non l'avevo mai mangiata. Pur avendo preso un taglio di medio prezzo, alla fine pago 24€ , mi sembra di aver speso bene e cenato ottimamente. 

Ma veniamo ad oggi, tutta notte ha piovuto forte e ora solo una leggera pioggia, guardo le previsioni e per le 9 dovrebbe smettere, così mi preparo e parto.

La strada di oggi prevede una salita di 500m con diversi su e giù, le gambe però sono molli e fatico molto, inoltre sempre caldo umido da foresta amazzonica e moschine noiosissime, niente zanzare. 

Dopo circa 10 km succede la stessa cosa di ieri, la strada diventa percorribile solo alle auto. Mi sembra di rivivere la giornata di ieri. Per fortuna la strada alternativa non è così malmessa, sempre in salita e sempre deserta. Vedo però delle farfalle blu e viola bellissime con colori iridescenti, molto difficili da fotografare. 


 


Passati i primi 30 km vedo qualche casa e un agricoltore che vende mele e uva. Non avendo ancora fatto colazione, mi fermo e compro un cestino d'uva. Mi siedo sullo scalino e comincio a mangiare l'uva bianca e rossa, molto dolce. A questo punto il venditore mi porta una sedia, mi regala 2 grosse mele, una bottiglia di acqua fresca e un fagottino di riso con un'alga che avvolge. Si chiamano onigiri, sono degli street food tipici.

I giapponesi sono molto gentili e generosi, l'ho già apprezzato più volte, il segreto è mostrare pazienza, calma e un bel sorriso così superano la paura di violare la tua privacy e sono ben lieti di fare amicizia. 

Poco dopo un'auto ferma con 3 ragazze e un giovane mi sta aspettando ad un incrocio con una bottiglietta di acqua in mano.  Anche qui mi fermo,  e siccome nessuno ha fretta, racconto la mia avventura così scateno la loro curiosità. Sono molto simpatici, mi parlano dell'Italia come un loro sogno da realizzare prima o poi.  Una ragazza mi chiede se conosco la pattinatrice Carolina Kostner, finalmente non viene citato un calciatore, ma un'italiana famosa anche all'estero.



Da qui in poi il percorso è per lo più in discesa, mi fermo comunque a fotografare dei lavoratori intenti a ripulire le piantagioni di tè dalle infestanti. Sono stupiti, ma contenti di farsi fotografare.




Hotel Apa a Kirishima, molto buono e prezzo onesto. 


Ciao, alla prossima. 

giovedì 17 agosto 2023

168esima tappa

 


Akune-Satsuma 43 km. Temp. 27°C cielo coperto, vento assente. 


Oggi tappa che ricorderò a lungo, una mattina alla stazione di polizia di Akune.

Preciso subito che non ho commesso nessun reato se non una stupida disattenzione. Ora vi spiego. Colazione inglese in hotel, buona però senza tè, solo caffè. 

Ieri ho finito il denaro cash, in alcuni negozi e anche supermercati non sempre accettano la carta di credito, sembra incredibile in un Paese così tecnologico, in questo siamo più avanti noi. Ma veniamo al fatto.  Come prima cosa cerco un ATM bancomat per ritirare contanti,  non lo avevo ancora usato in Giappone.





Ne trovo uno in un piccolo supermercato e provo a ritirare, la macchina ha anche la selezione inglese. Introduco la carta e digito il pin, poi seleziono per ritirare e scelgo l'opzione più alta 50,000 yen, che equivalgono a 314 euro, la carta è restituita, la ricevuta erogata e si apre uno sportello con le banconote, ritiro e metto nel portafoglio.  Poi ci ripenso, la somma mi sembra poca, rifaccio la stessa operazione, tutto come prima, si apre lo sportello, ma non ci sono le banconote.

Memore di aver già perso 100 euro in Uzbekistan al cambio, sono deciso ad andarci a fondo.

Mi rivolgo allora ai commessi che increduli guardano le ricevute mi consigliano di andare alla polizia. 

Quando arrivo alla stazione vi è molta gente in attesa di rinnovare la patente e così mi metto in coda. La patente si rinnova qui, vi è una macchina nella quale bisogna guardare (suppongo le lettere) e rispondere correttamente,  in caso contrario ci sono occhiali colorati con diverse gradazioni e quando si arriva alla lettura corretta viene indicato l'uso di lenti sulla patente. La fotografia viene scattata al contempo e in circa 10 minuti si è richiamati per ritirare la nuova. Non mi sembra che si paghi, ma non sono sicuro. Resto quindi meravigliato dell'efficienza nipponica.

Passa però una buona mezz'ora e vengo chiamato, è il mio turno. Esordisco con "devo fare una denuncia " Poi con l'aiuto del traduttore descriverò analiticamente il fatto.

Vengo allora fatto accomodare in un ufficio riservato, anche quando si entra nell'ufficio bisogna togliersi le scarpe. Se venite in Giappone controllate di non avere buchi nei calzini altrimenti fate figure ovunque. 

Arrivano altri policeman, controllano le ricevute, si consultano e li vedo spaesati. Allora intervengo dicendo che probabilmente la macchina ha esaurito il contante e se possono per me contattare la banca titolare e chiedere che l'operazione venga annullata. 

Da qui ancora una serie di colloqui con il funzionario di banca e poi con il comandante di stazione, e poi…… non sto a tediarti l'ho già fatto io anche per voi.

Intanto che aspetto traduco le due ricevute del bancomat,  e scopro che sulla seconda è chiaramente scritto che non è possibile effettuare la transazione. Se l'avessi fatto subito mi sarei risparmiato una mattina in polizia.  Ma del senno di poi…

Penso quindi di poter andare, mi scuso per aver fatto perdere tempo a tutta quella gente. Ma m'illudo. Wait a moment please. 

Il moment non passa più,  sono tentato di uscire comunque, ma non vorrei essere inseguito dalla polizia. Chiedo a tutti, e dico che devo assolutamente partire, altrimenti non arriverò mai a Kirishima dove ho l'albergo prenotato. Passa ancora tempo, e alla fine, senza dover firmare niente mi accompagnano alla porta e mi regalano due bottiglie di gassosa. Valli a capire!

È ora di mettersi in marcia è mezzogiorno passato, imposto il navigatore e parto deciso.

I guai, non arrivano mai da soli. Dopo 20 km mi trovo che il percorso da lì in poi è vietato alle biciclette e motorini sotto 125cc. Di fatto un'autostrada, il telefono non prende,  e allora guardo la mappa e vedo che c'è una stradina alternativa che fa circa lo stesso percorso. Pur con molti dubbi mi avventuro. La strada è davvero piccola segue un torrente e la valle stretta che sembra la Val Boreca, ma in più metteteci che attraversa una foresta di bambù giganti (20 m di altezza e 30 cm di diametro) mista con cipressi.


Non entra quasi la luce e si pedala in galleria vegetale. Bello! Per un po', poi diventa opprimente, caldo umido che fa gocciolare gli alberi, rami sull'asfalto caduti da tempo, zanzare cattive, e moschine terribili che puntano dritto agli occhi. Insomma un girone infernale, per di più continua a salire con pendenze oltre il 10%. Avrò fatto  1000 m di dislivello, sono stanchissimo, impaurito e depresso dalla situazione.  Finalmente passa un'auto, la prima che vedo. La fermo e chiedo dove mi trovo e che cosa ho davanti. Un signore gentile, come tutti i giapponesi,  parcheggia, scende e mi mostra sulla mappa, aggiungendo che ci sono ancora due chilometri di salita e poi scende, ma a Kirischima non riuscirò ad arrivarci essendo tardi. I chilometri saranno 4 di cui 2 fatti a piedi, poi una forte pioggia viene in mio aiuto,  le mosche spariscono e mi rinfresco un po'. 

In 15 km di discesa arriverò al paese di Sansuma, un po' di fame viene annullata comprando in una coop pane e coppa. Mi accorgero' solo mordendo che il pane è dolce e farcito di crema e la "coppa" è carne cruda. Mangio comunque davanti al supermercato,  una signora si avvicina e mi regala una lattina di caffè, devo fare pena.

Trovo però,  dulcis in fundo una locanda tipica giapponese con tanto di tatami e futons. Il prezzo irrisorio 18 euro,  bagno in comune e doccia al piano inferiore, ma c'è pure WiFi.




Ciao alla prossima.

mercoledì 16 agosto 2023

167esima tappa

 Omanga-Akune 64 Km, temp. 27°C, cielo coperto, vento assente. 


Per prima cosa, come promesso vi racconto la serata di ieri 15 agosto. Alle 18,00 mi presento all'appuntamento con i miei ospiti,  ad accogliermi c'era Taikiro Hiraischi con cui avevo fatto conoscenza qualche ora prima, suo figlio e un amico del figlio un po' più grande. 





Subito una birra alla salute, poi è arrivata una bella cena con diversi cibi e salse come usa qui. Tutto molto buono ed abbondante,  abbiamo parlato con l'aiuto del traduttore ed in parte in inglese,  lui lo capisce bene, ma non osa parlarlo, in compenso il figlio è una mitragliatrice di domande, starà con me tutta la sera e cercherà di spiegarmi il significato della festa. Anche qui si festeggia l'Assunta ed essendo un paese di pescatori la festa è una cerimonia propiziatrice della pesca e della sicurezza in mare.

Alle 20 in punto con un gran fragore di mortaretti tutto il paese si raduna al porto.  Ad una ad una arrivano le famiglie di pescatori portando ognuna un baldacchino a forma di barca attorniato da mille lanterne accese, quando arrivano sul molo fanno tre giri concentrici alzando e abbassando la barca come se fossero le onde, ne ho contate almeno 12, alcune più grandi e altre più piccole, ma tutte accompagnate da portatori con foulard bianco a pois rossi al collo. Fuochi artificiali, petardi e mortaretti in continuazione. Poi un sacerdote con dei piatti (strumento) sancisce una fase diversa e pronuncia una cantilena (incomprensibile), al termine i vari baldacchini sono caricate sui pescherecci che partono illuminati con tutte le lanterne accese facendo un carosello a tutto vapore nel porto.  Tre giri anche qui con barche cariche e poi prendono il largo per la battuta di pesca. 

Uno spettacolo autentico, l'unico turista sono io, molto partecipato e simpatico. 






Vado quindi alla mia tenda per il meritato riposo, ma quando entro una sgradita sorpresa. La tenda è piena di zanzare e formiche. "Come è possibile!" Esclamo, chiudo sempre tutto in particolare la zanzariera. Poi mi accorgo che la finestrella posteriore è completamente lacerata, un roditore (topo, penso) è l'autore inconfondibile del danno. Controllo che non sia ancora dentro,  ma se n'è andato non trovando nulla da mangiare. In compenso ora devo dare la caccia alle zanzare e formiche. È un lavoro serio e improduttivo,  dato il buco continuano ad entrare e non riesco a chiuderlo in nessun modo. Sarà una notte da incubo, prima per il caldo insopportabile,  e poi come spengo la luce sento zanzare e formiche su ogni parte del corpo. Spruzzo repellente ovunque ma serve a poco. Appena fa chiaro (5,30) esco dalla disperazione per non aver dormito quasi nulla.

Poi con la luce del giorno riesco ad infilare l'ago e rammendare il danno, ma la notte è passata e c'è ancora un caldo umido insopportabile. 

Meglio partire che un po' d'aria pedalando arriva.

Dopo qualche chilometro e gallerie arrivo in vista di un altro paesino di pescatori, case basse, vie strette, reti a seccare ovunque. C'è una chiesetta cattolica,  entro e trovo dei turisti francesi con i quali chiacchierare. Il papà e la mamma sono venuti a trovare i due figli che stanno studiando all'università di Beppu.


In 19 km l'isola di Amakusa è finita devo prendere un traghetto per arrivare su quella di Nagashima, arrivo all'imbarco alle 10, ma fino alle 11 non c'è il traghetto, ne approfitto per riposare su di una panchina. 

In circa 40 minuti sono a Nagaschima, isola più piccola e collegata con un ponte a Kiushu.

Poco dopo lo sbarco arrivo in vista di una bellissima spiaggia bianca, mare cristallino e calmo. Devo approfittare per fare un bel bagno, sono già di un sudore unico. In spiaggia poca gente e quasi nessuno in acqua.  Indosso il costume e mi avvio per una nuotata.




Sul bagnasciuga però il guardaspiaggia mi ferma e mi dice " non andare lontano, stai a riva, perché questa mattina c'è uno squalo che gira qui intorno ". "Grazie " bagno rovinato,  ma meglio il bagno che la vita. Entro comunque in acqua almeno fino al bacino e seduto sul fondo mi godo questo relax. Ascugato e in parte riposato, proseguo un chilometro e mi fermo ad un ristorantino pieno di gente. Bisogna fare un po' di coda per sedersi, ma intanto mi godo l'aria condizionata. Mi portano ostriche fritte, riso e salsina e verdure di contorno,  solo acqua.  Prezzo 6 euro, non diciamo che il Giappone è carissimo, anche questa sera in albergo 3 stelle, pago 36 euro con prima colazione. 

Nel pomeriggio attraverso il ponte che collega con Kiushu e con continui saliscendi arrivo qui a Akune.


Ciao, alla prossima. 

martedì 15 agosto 2023

166esima tappa

 Amakusa-Omanga 53 Km, temp 27°C. Cielo sereno, vento assente. 


Dopo la giornata di ieri in cui mi sono sentito come uno straccio bagnato, oggi va meglio, ma ancora un po' di prudenza e affronto la giornata in modo soft.

Sveglia alle 7 e colazione a buffet in albergo, almeno si può scegliere cosa mangiare,  finalmente c'è anche lo yogurt che ormai non mangio dal Kazakistan e per me è un ottimo regolatore dell'intestino. Partenza alle 8,45 con calma. Ahimè la ruota anteriore è sgonfia,  prima di sostituire la camera d'aria faccio un tentativo nel gonfiarla di nuovo, terrà per 10 km, in un'area di campeggio libero, bel attrezzata con bagni e lavandino, all'ombra di un gazebo cambio la camera e già che ci sono riparo quella appena tolta e quella che avevo bucato in Corea,  controllo a lavoro finito, tutto ok, posso proseguire. 




Oggi il percorso è quasi sempre lungo il mare, la prima parte non eccezionale,  ma dopo diventa molto panoramico con scorci interessanti e scogliere. 




Una sosta per mangiare un panino e bere qualcosa e poi gli ultimi chilometri in saliscendi con alcune gallerie.  Le gallerie hanno una pista protetta per le biciclette e i pedoni, segno di attenzione che costa davvero poco, ma salva la vita. 

Arrivo così al piccolo paesino di Omanga, dove dovrebbero esserci 2 alberghetti, purtroppo non hanno posto.

Entro allora in una trattoria tipica in cui una vecchietta mi accoglie con grande simpatia e offrendomi subito una bibita fresca. Non parla inglese,  ma poco dopo entra il figlio, che pur non parlandolo mi capisce. Fa alcune telefonate per cercarmi una camera, ma tutti rispondono che non hanno posto.  È anche il 15 d'agosto ! Allora chiedo se c'è un'area di campeggio e mi dice di sì, proprio appena fuori dal paese in riva ad un laghetto. Ottimo! Esclamo. Tornerò nella trattoria per la cena alle 18 in punto. La famiglia è cristiana cattolica e ci tengono a farmeli sapere mostrandomi anche la foto della loro chiesetta.

Il luogo per campeggiare è bello, pulito e non c'è nessuno, mi sistemo e mi lavo al rubinetto dei bagni ma riesco anche a fare lo shampoo.





Intanto che scrivo arriva una macchina con tre ragazze e un signore (il padre), provo a chiedere se qualcuno parla inglese,  solo una fa segno un poco. Racconto in breve la mia storia e sono stupiti e meravigliati, il canale è stato aperto e sono loro adesso a fare domande, concludiamo con un " nice to meet you" e un selfie. 



Ora vado a cena,  mi aspetto qualcosa di tipico, ma ve lo racconto domani. 


Ciao  alla prossima. 

 PER CHI E' INTERESSATO A SEGUIRMI ANCHE NELL'ATTIVITA DI VIAGGIO IN MOTOCICLETTA E' APERTO UN NUOVO BLOG. SENEGAL EXPERIENCE  ...