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venerdì 4 agosto 2023

155esima tappa

 155esima tappa

Busan-Busan km 50, temp 32°C Cielo sereno, vento assente. 


Oggi visita alla città di Busan, per quanto possibile. 

Prima cosa sono andato al terminal passeggeri del porto per chiedere alcune informazioni, sia per il traghetto in Giappone, sia per i miei amici motociclisti che arriveranno l'11 di agosto e devono poi andare in Giappone. 

Dal mio motel ci sono 18 km al porto. La strada che mi propone il navigatore è nei primi 10 su di una bella pista ciclabile a bordo canale, perfettamente ombreggiata,  ogni tanto attrezzi ginnici, sempre anziani che stanno usando, la pratica dell'esercizio fisico è molto diffusa,  è un principio di salute molto radicato, anche con il caldo molti non rinunciano. Gli altri 8 km in città con una bella salita e una galleria di 2 km, un po' di ansia nell'affrontare, ma ben illuminata.

Al terminal un gran bel fresco, verrebbe la voglia di fermarsi qui. Le informazioni per la bicicletta sono state esaurienti, un po' meno per i motociclisti che dovranno contattare direttamente via e-mail. 





Poi vado al memorial della guerra di Corea (1950-53), è un giardino molto bello su una collina che offre una bella vista sulla città ipermoderna. Vicino anche il giardino della pace.












Poi visito un tempio buddista, non il più famoso della città perché è lontano e in cima ad una montagna,  ma abbastanza significativo lo stesso. 












Infine alla baia di diamante, per la verità non brilla più di tanto, grattacieli, negozi di firme importanti,  bar e caffè,  ma la baia sembra più uno scalo merci industriale. 







Ancora molto caldo anche se un filo meglio di ieri perché ogni tanto un sospiro d'aria arriva non si sa bene da quale direzione. 

L'ombra dei grattacieli è però molto gradevole. Così alle 14 mi avvio per tornare in hotel.  Qualche difficoltà,  perché non ho segnato il posto in mappa e la mia memoria fa un po' cilecca. 

Poi però lo ritrovo e quando arrivo mi sento a casa,  prima di salire faccio spesa al supermercato,  la cena sarà uova nel bollitore, una confezione di riso al peperoncino (molto forte) e coste che ho già mangiato anche ieri, coscia di pollo da microonde, e due birre buone non coreane.

Domani vedrò di poter visitare qualcosa d'altro.


Ciao, alla prossima. 

giovedì 3 agosto 2023

154esima tappa

 

Gyeongju-Busan 85 Km, temp. 32°C. Cielo sereno, vento assente. 


Oggi sono previsti 36° allerta caldo protezione civile. È stato previsto bene, già alle 12 si toccavano i 36 ora sono usciti per andare al supermercato ed è stato un vero shock. 

Per anticipare il caldo, per quanto possibile, alle 6,30 sono sulla strada, già si boccheggia. È stata comunque la scelta vincente,  la tappa è breve, ma ci sono tre salite di circa 200m ciascuna, spero con pendenze accettabili. 

Mi è un po' dispiaciuto non visitare la città di Gyeongju,  pare bella per una fortezza risalente al periodo Silla, e dei tumuli tombali di regnanti.  I tumuli li ho visti perché erano sulla strada per uscire di città.



Così è stato, fino alle 11 ho pedalato con continuità pur sudando parecchio, gli ultimi 25 km, sono una sofferenza.  Sulla pista ciclabile ogni tanto vi sono dei bagni e ne ho approfittato per buttare la testa sotto il rubinetto. 

Poi mi fermo vicino ad una struttura industriale che fa un po' d'ombra, devo mangiare qualcosa,  non solo bere, non voglio ripetere l'errore di ieri. Ho con me 2 wurstel, mentre mangio esce un operaio con un bicchiere di acqua fresca per me, porta anche una bustina di caffè solubile se desidero. Un gesto insolito da un coreano, ma molto apprezzato,  saluto con un inchino che lui ricambia.

Gli ultimi 20 km sono in città,  però su di una bella ciclabile a bordo canale. La città è molto grande ed estesa in diverse direzioni, conta 3,4 milioni di abitanti. 

Mi sono sistemato in un motel, ormai ci sono abbonato, ottima camera e tutti i confort ad un prezzo buono 56 €. Mi fermerò qui fino a domenica,  poi ho noleggiato un'auto per andare al sito del Jamboree che visiterò Lunedì.  Ho anche già prenotato il traghetto per il Giappone mercoledì. Se tutto fila liscio mercoledì alle 20 sono in GIAPPONE !






Ciao, alla prossima. 

mercoledì 2 agosto 2023

 153esima tappa

Yeongdeok-Gyeongju 85 km temp 30°  C. Cielo sereno, vento assente 

Ieri sera temevo di dover saltare la cena,  invece è stata la cena coreana migliore. 

Qui in Corea la gente mangia praticamente a tutte le ore, ma alla sera già alle 20 molti ristoranti chiudono o non fanno più servizio cucina. 

Nel piccolissimo borgo in cui mi trovavo vi era solo un ristorante che era chiuso,  nessun negozio di alimentari,  provo a chiedere ad una pescheria che ha dei tavoli fuori.  

Anche qui mi dicono che ormai è tardi. Nelle vasche un gran ben di dio di pesci vivi. Insistito e dico che il mio stomaco ha troppa fame, la signora mi dice che può darmi pesce crudo. "No grazie" vedo che sul menù scritto in coreano sul muro ci sono anche gamberi arrosto. 

Indico quello è con qualche sorriso riesco a farmeli preparare. Intanto mi portano anche salsine varie e verdure al peperoncino. 


Beh la padellata è arrivata presto con anche riso bollito e una coca-cola.  I gamberi sono grossi e freschissimi e intanto colloquio con la cognata della proprietaria che mi racconta che ha cominciato a 51 anni ad imparare l'italiano all'università. 

Lei è una soprano e per la lirica l'Italia è il paradiso.  Mi dice che ha pure un amico che studia a Piacenza al conservatorio. Il mondo è anche piccolo!

Tra le salsina vi è pure una cosa gialla che sembra un frutto, invece è un fungo, me lo faccio ripetere due volte e si chiama fiore. Io pensavo ad un'alga o ad una spugna. Molto buono.

Questa mattina comincia invece male, niente colazione e subito una bella salita ripida di 2 km. Arrivo in cima, trovo un baretto aperto e chiedo un caffè.  

La signora, molto sgarbata mi fa capire che ha solo bibite, niente biscotti o simili.  Allora prendo una bottiglietta dal frigo di colore del tè, salvo poi accorgermi che è una specie di orzata neanche dolce. 

Poi un pacco di non meglio identificate rotelle chiare tipo pancake, sono in realtà dischi di riso soffiato con la consistenza del cartone e anche il gusto. Insomma forse era meglio stare a digiuno,  ma riesco comunque a deglutire 3 dischi con l'aiuto della simil orzata. 


Poi guardo la bicicletta e mi accorgo di aver dimenticato una borraccia in camera,  devo assolutamente ritornare a prenderla, con questo caldo è indispensabile. Rifaccio quindi la salita, la colpa è mia, ma le salite se fossero con pendenze umane non sarebbe male.

Ancora mare, ancora spiagge, ma sono di cattivo umore e non mi fermo a fotografare. 

Oggi devo decidere se portarmi verso l'interno in direzione Jamboree o proseguire verso Busan.  Provo anche a cercare agenzie di viaggio, ma non concludo nulla. 

Questa incertezza,  mi sta creando ansia che condizionerà gran parte della giornata. 

Intanto il caldo aumenta, bevo in continuazione e continuo a sudare, non è la cosa giusta.

Mi fermo ad un gazebo a riflettere.  Decido che andrò a Busan,  non ha senso attraversare due volte la penisola, facendo 700 km in queste condizioni,  per passare una giornata con gli amici scout. Da Busan, che comunque devo arrivarci per il traghetto, cercherò se ci sono mezzi pubblici per raggiungere il Jamboree, in alternativa partirò prima per il Giappone. 

Sono le 11, ma il sole è forte e l'umidità di più. 

Ora ho lasciato il mare e pedalo verso l'interno,  qualche salita, afa, risaie ovunque e sole che sembra allo zenit. Sono in crisi, le gambe sembrano non girare e la testa cuoce anche sotto il cappello. 

 Vorrei per un momento spegnere il sole come fosse una lampadina. Ancora una decina di chilometri in piena sofferenza, poi decido di fermarmi all'ombra di una robinia a bordo strada. È l'una, per me è impossibile continuare.  

Mi appoggio alla pianta grondando di sudore anche da fermo e mi addormento.  È una fuga dalla situazione a cui non so reagire. Alle 14 mi sveglio per la pizzicata di una formica. Mi riprendo e ricomincio a pedalare, molto leggero, ma con un ritmo. Dieci chilometri poi breve sosta e un po' d'acqua,  poi altri 10 e così via per 4 volte. Il sole è meno cattivo e le ombre cominciano ad allungarsi. 




Arrivo alla città di Gyeongju, 260.000 abitanti,  palazzoni di 20 piani ovunque.  Pare che nei dintorni vi siano diversi siti patrimonio del Unesco.


La mia prima impressione è che sia una città industriale moderna. Ma non sono nello spirito di visitarla.

Trovo una buona sistemazione in una Guest House. 

La cena in camera con noodles e due hamburger scaldati in microonde.  Che tristezza ! 

Ciao, alla prossima. 

martedì 1 agosto 2023

 152esima tappa

 Bugu-ri-Yeongdeok 95 km, temp. 31° C. Cielo sereno, vento assente. 

Proseguo anche oggi il mio percorso verso Sud. Arriverò a Pohang e poi girerò verso Ovest per attraversare la Corea da un mare all'altro. 

Devo ammettere che sono un po' preoccupato per questo attraversamento perché incontrerò molte montagne. L'orografia della Corea è complessa, non ci sono delle catene definite, è un continuo di montagne valli e colline, non si capisce come attraversare senza fare collezione di salite. 

Questa sera studio il percorso meno pesante. 

Memore del caldo preso ieri, questa mattina sono partito alle 7,00, oggi il cielo è più limpido, meno umidità,  anche se la temperatura è già elevata si sopporta meglio. 

Ho messo da parte il navigatore e ho fatto di testa mia cercando il più possibile di rimanere sulla costa. È stata la scelta giusta, meno salite, paesaggio molto bello e leggera brezza che ha facilitato rinfrescando, meno sudore, ma comunque tanto. 







Oggi sono riuscito anche a fermare due cicloturisti coreani,  ho chiesto di fare una foto con me, accordato. 




Gli ho chiesto perché vanno in giro tutti coperti e con una protezione anche per la faccia.  Non vogliono prendere il sole, forse qui non è di moda l'abbronzatura o più probabilmente pensano che i raggi ultravioletti facciano male. 

Anche i lavoratori sulle strade sono sempre tutti coperti. In spiaggia nessuno mostra parti del corpo e indossano pure il giubbotto salvagente anche fuori dall'acqua.  Sinceramente mi sembra un comportamento eccessivo. Contenti loro!





Alle 17 trovo una sistemazione in un consueto Motel, il nome oggi è Paradiso.  Non è comunque facile trovare hotel, ristoranti, o altro perché mettono scritte solo con ideogrammi coreani. 





Ciao, alla prossima. 

lunedì 31 luglio 2023

 151esima tappa. 

DONGHAE-Bugu-ri 70 km. Temp 30°C. Cielo sereno, vento assente. 

Oggi si conclude il 5°mese di viaggio; è tempo per il consueto bilancio tecnico,  per il vero bilancio del viaggio aspetto, per scaramanzia, di arrivare a Tokyo. 

Gli ultimi chilometri, che poi non sono troppo ultimi, infatti prevedo ancora almeno 2500 km. richiedono la stessa concentrazione e impegno dei primi. 

Km fatti in bicicletta 10363, raggi cambiati oltre 20, 2 in questo mese, forature oltre 15, una proprio oggi, paesi attraversati 15, 2 portapacchi sostituiti, 3 cavalletti, 5 copertoni, 4 pattini freni sostituiti,  rotto lo specchietto retrovisore, rotti 2 ganci delle borse.
Ho usufruito di 3 passaggi in camion, 3 tratte in aereo, 1 in pullman. 

Sembra un po' un bollettino di guerra, ma se sono arrivato in Corea vuol dire che a tutto c'è rimedio, anche al visto russo annullato che ancora brucia. 

Oggi ho pure faticato molto e fatto pochi chilometri. 

Questa mattina sono partito tardi alle 9,30, prima sono passato in agenzia per chiedere informazioni sul traghetto per il Giappone per me e anche per Rosario. 
È sconcertante vedere che nella migliore agenzia viaggi di Donghae nessuno parla inglese.  Inoltre, gentili questi coreani, ma darti una mano, no.

Anche ieri al porto ho avuto questa sensazione,  ti rispondono, ma non fanno un minimo sforzo per aiutarti. 

Oggi chiedo, con il traduttore, informazioni circa i traghetti per il Giappone, la risposta è stata "noi trattiamo solo voli per il Giappone.
"OK! "Sapete darmi informazioni sulla compagnia di navigazione?" Chiedo.  "Noi non ci occupiamo di traghetti." Così a disco rotto per ogni ulteriore domanda che facevo. 

Mi chiedo se val la pena insistere o lasciare perdere. Alla fine lascio perdere, ho già fatto tardi e il caldo umido fuori mi aspetta.

Il percorso oggi è stato tutto salite ripide e discese altrettanto.  Non ci sono quasi stati tratti in piano. Le salite sono riuscito a farle pedalando, ma grondando sudore ogni volta, per le discese è stato inevitabile tirare i freni così da consumare il potenziale faticosamente accumulato. 

Ora mi sono fermato in un Motel Ace sulla strada, sono già le 17 e sono molto stanco e disidratato, in più non sono riuscito a trovare nulla da mangiare, solo un gelato e un pacchetto di patatine. 

Ho incontrato sulla pista ciclabile molti ciclisti e qualche cicloturista, tutti sono coperti con pantaloni lunghi e maglie a maniche lunghe (quasi sempre nere) e sulla faccia un fazzoletto o paracollo, solo gli occhi sono liberi, ma coperti da occhiali scuri. 

Solo un timido cenno di saluto come risposta al tuo. Nessuno si ferma a parlare o chiedere qualcosa, in Kazakistan ci abbracciavamo e dopo un tentativo di comunicare ci si faceva una foto. 

Qui tutto è troppo asettico, anche per strada molti indossano ancora le mascherine. 

Ad un certo punto mi sono fermato ad un belvedere,  è arrivato poco dopo un ciclista che si è messo distante da me, allora mi sono avvicinato e ho cercato un contatto verbale, lui ha risposto con un leggero inchino della testa, poi si è subito allontanato.




Gli unici individui con cui ho conversato in questi giorni in Corea erano stranieri. Forse sono io che sbaglio approccio, ma da parte loro troppa riservatezza.

Ciao,  alla prossima. 

 PER CHI E' INTERESSATO A SEGUIRMI ANCHE NELL'ATTIVITA DI VIAGGIO IN MOTOCICLETTA E' APERTO UN NUOVO BLOG. SENEGAL EXPERIENCE  ...