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lunedì 10 aprile 2023

39esima tappa

 Andersen-Batumi 80 Km, temp. 13°C. , cielo coperto, vento assente.

RODODENDRI SPONTANEI

Oggi mi sono fatto portare la colazione in camera alle 7,00, altrimenti avrei dovuto aspettare le 8,00 quando apre il ristorante. Così per le 7,45 stavo già pedalando, dopo aver anche fatto manutenzione alla bici.

E così "la Turchia l'um psse' via" e sì ora sono in Georgia. Ma quanto è stata lunga… 17gg ci sono voluti per attraversarla da Ovest ad Est. Le impressioni che ho avuto sono state discordanti, me l'immaginavo più autentica e legata alle tradizioni invece è un moderno che è già vecchio e dell'antico rimane ben poco. Il tempo è sempre stato freddo, solo 3gg di sole. Un'industria molto presente anche in zone rurali, abbastanza inquinante, molto approssimativo il contesto di servizi ed edilizia. Tantissime università anche nei centri minori. Per noi europei il costo della vita si dimezza.

Ho però trovato tanta disponibilità nelle persone, accoglienza e voglia di conoscerti ed aiutarti. La lingua impossibile, l'inglese conosciuto da pochissimi, nonostante questo ci siamo sempre intesi. Forse la parte che ho attraversato io è quella meno turistica, sicuramente ci saranno stati posti paesaggisticamente belli ed interessanti, ma nella mia condizione non mi sono permesso divagazioni.




Ma torniamo alla tappa di oggi, avevo programmato una tappa abbastanza breve perché dovevo attraversare un confine, e i tempi non sono mai certi. Così è stato, fino alla dogana nulla da segnalare se non colonne di TIR fermi ad aspettare (decine di km). Poi qualche problema per uscire dalla Turchia, ma poi risolto. Infine arrivo nella città di Batumi, la prima georgiana dove solo grattacieli e palazzoni forse più brutti che in Turchia.





Stanno costruendo solo quelli. Ho avuto un po' di difficoltà a trovare l'albergo giusto, non che non ce ne siano, anzi fin troppi, ma alcuni chiusi per ristrutturazione, altri senza possibilità di ricoverare la bicicletta, altri troppo cari. Alla fine ho trovato il City Hotel che pur modesto per me è ok.

Domani proseguo per circa 20 km sulla costa per poi abbandonare definitivamente il Mar Nero ed addentrarmi tra le montagne.

Speriamo bene…

Ciao alla prossima. 

domenica 9 aprile 2023

38esima tappa

 Trabson-Andersen 130 Km, tempo. 9°C. Cielo velato, vento assente.


Oggi la tappa è filata via liscia come l'olio, partenza alle ore 8:30 la temperatura accettabile sui 9-10 gradi e il sole è leggermente velato. Non si teme pioggia. I primi chilometri scorrono velocemente, la strada è poco trafficata e ho sempre sulla destra le montagne con le loro cime innevate che tra breve dovrò affrontare, mentre sulla sinistra il Mar Nero, perfettamente liscio e calmo.




Dopo circa 50 km un posto di blocco della polizia un graduato mi fa segno di fermarmi. Non è un controllo, vuole solo parlare, mi fermo e mi chiede se posso conversare con lui per qualche minuto. Ovviamente accetto anche perché come potrei dire di no ad un ufficiale in divisa.  Mi offre subito la sedia, con un buon inglese mi chiede informazioni sul mio viaggio.


Sempre con un gran sorriso e con la voglia di conoscere questo ciclista e di fare pratica di conversazione in lingua. Da quello che ho capito, lui ha studiato inglese a scuola e poi si è perfezionato su una piattaforma tant'è che parla con disinvoltura e con ricchezza di termini. Mi chiede come trovo il suo accento inglese, proprio a me lo deve chiedere? Ovviamente è buono perché se lo capisco io.  Parliamo delle nostre famiglie di quanto si guadagna in Turchia, di come si vive e di un sacco di altre cose. I cinque minuti diventano più di mezz'ora, poi mi presenta i suoi collaboratori che sono nella piccola stazione e mi offre un dessert di baklava.  Io ne prendo un pezzo e aspetto che anche lui faccia altrettanto, ma lui dice che non può farmi compagnia perché sono ancora in ramadan. Finirà il 21 di aprile. Io per quella data dovrei già essere in un paese ortodosso.  Ci scambiamo una foto e numeri di telefono, aggiunge che è interessato a venire in Italia vorrebbe andare in Sicilia a vedere l'Etna.  Gli faccio presente che io abito molto lontano da quel posto, ma se passa dalle nostre parti e il benvenuto.  Mi lascia il suo numero di telefono e mi dice di darlo pure ai miei amici che possono essere interessati a venire in queste zone. Dubito che qualcuno abbia intenzione di fare un viaggio da queste parti, in ogni caso se ci fosse chiedetemelo pure.  È stato un bel incontro, molto cordiale e simpatico.
Dalla città di Samsun fino a Trebisonda le coltivazioni erano quasi interamente noccioli. Da Trebisonda a dove mi trovo ora invece sono tutte coltivazioni di tè. I terrazzamenti sono tutti coperti dagli arbusti di tè. Sembra un giardino.



Riparto verso la città di Rize dove arriverò poco dopo le 12:00.  Oggi voglio fare un po' di chilometri approfittando del tempo buono, del fatto che la strada è completamente piana e non c'è vento.

Dopo circa un'ora mi fermo per bere qualcosa ad una fontana, lì vicino ci sono degli anziani seduti ad un tavolo. Quando sto per andare vedo che uno si avvicina con occhi curiosi e mi chiede da dove vengo. Alla risposta "sono italiano"  s'illumina e comincia a parlare italiano, anzi a canticchiare una filastrocca che io non ho mai sentito, ma che racconta dei prodigi della frutta di stagione.  Sorrido e applaudo alla fine, mi dice  che ha lavorato a Trieste come portuale per circa vent'anni, è strano che una persona anziana sia ancora curiosa è interessata ad uno straniero. Di solito capita ai giovani. Anche con lui una fotografia, mi dice anche il suo nome, ma io non ricordo bene forse Nick ma non sono sicuro. È stato un buon incontro pasquale, del tutto inaspettato.




Arrivo dopo 130 km nel paese di Andersen che penso non abbia nulla a che fare con l'autore delle favole, mi sistemo in un bell'albergo e per cena uno stufato con piselli e un po' di riso bianco. Non sono per niente stanco questa sera. Domani si riprende.



 Ciao, alla prossima

sabato 8 aprile 2023

37esima tappa

Trebisonda-Trebisonda 0 Km, temp.10°C.Pioggia. 



Oggi giornata dedicata alla visita della città.  Avevo già deciso che per Pasqua avrei fatto una giornata di riposo,  ho anticipato un giorno altrimenti mi sarei dovuto fermare in un posto meno significativo. 



La città fu fondata nell' VIII secolo a.c. da mercanti greci, fu con il periodo romano 64 d.c. a prosperare e divenire il centro più importante del Ponto. Altre vicende la videro passare dai bizantini ai mussulmani,  poi impero ottomano,  poi ancora occupata dai russi e solo nel 1923 Turchia. 


Significativo nel museo il posizionamento di cui sopra all'ingresso.

Ora è una grande città turca 280 mila abitanti,  ha perso la sua importanza portuale dopo l'apertura di Suez, ma si è sviluppata economicamente con l'industria che ha affiancato l'agricoltura e l'allevamento bovino soprattutto nelle montagne circostanti dove si pratica ancora la transumanza in alpeggio. Sono famosi i prodotti caseari, i costumi tipici, le danze e i canti che segnano il ritmo delle stagioni.  




Questa mattina di pioggia l'ho passata al museo della città,  molto ben organizzato, che fa rivivere storia, costumi e tradizioni locali. 


Strumento ad arco, simile al violino 3 corde.

Poi, con una lunga passeggiata sono arrivato all'ex chiesa di Santa Sofia,  poi moschea e ora museo. Questa è la principale attrazione turistica in città.  La posizione a sbalzo sul mare la fa sembrare la prua di una nave protesa sul Mar Nero.











Intanto che passeggio guardo la gente, molti giovani, città dinamica e occidentalizzata. I negozi tradizionali di spezie, frutta, olive, nocciole accanto a quelli di gioielli e telefonia. Non mancano i marchi della moda e gli internazionali. Molti posti in cui si può consumare alimenti etc. Prevale una urbanizzazione moderna abbastanza discutibile, ma ciò vale per tutta la Turchia da me attraversata. La crescita demografica dell'ultima parte del secolo scorso ha di fatto segnato il pregresso, a volte annientandolo. 




Cupola affrescata oscurata dai dischi bianchi, pur non essendo più  moschea resta luogo di preghiera,  togliere le scarpe e silenzio 

Sinceramente mi sarei aspettato di più, sicuramente sarebbe stato più interessante addentrarsi nell'entroterra dove villaggi e monasteri mantengono autenticità e bellezza antica. Qui la stagione turistica non è ancora iniziata, uff. turistico chiuso e agenzie operative da fine mese.





Un posto che avrei voluto fortemente visitare è  il monastero di Sumela, ma dista 45 km ed è  a 1357 m , troppo per andarci in bici, mezzi pubblici non ci sono o almeno non li ho trovati ad eccezione del taxi che per una persona sola, per quanto economici rispetto ai nostri, per me era troppo. Inoltre in una giornata piovosa come oggi forse avrebbe perso parte dell'attrattiva nella sua valle selvaggia. 



Approfitto del pomeriggio per fare il bucato e sistemare la bici con un po' di manutenzione. 

Ciao,  alla prossima. 

 PER CHI E' INTERESSATO A SEGUIRMI ANCHE NELL'ATTIVITA DI VIAGGIO IN MOTOCICLETTA E' APERTO UN NUOVO BLOG. SENEGAL EXPERIENCE  ...