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sabato 26 agosto 2023

177esima tappa

 


Innoshima- Iyo Saijo 78 Km temp. 27°C cielo parzialmente coperto, vento assente. 


La cena nella pensione del bosco è stata ottima,  tante piccole portate di carne, pesce, verdure, riso. Per frutta è stato portato melone bianco dolcissimo e fresco. Ottima anche la birra ghiacciata. La padrona di casa è stata gentilissima e premurosa in tutto, purtroppo però nessuno ha cenato con me, e le uniche comunicazioni sono state di servizio.  Del resto o sono cose che vengono spontanee oppure meglio lasciare.

Anche la colazione con tutte piccole e buone cose, tutte salate, niente di dolce, il Giappone è così. 

Oggi la giornata è stata climaticamente migliore, meno umido, sole e leggero vento. Pedalare in queste condizioni è stato piacevole,  la temperatura non ha mai superato i 30°.






La pista ciclabile è stata davvero bella, panoramica sui ponti e con salite e discese livellate al 3%. I ponti sono tutti molto alti sui 70m e quando li attraversi ti sembra di essere su di un drone mentre sorvoli tratti di mare e piccole isole, sotto barche e traghetti disegnano scie bianche nell'acqua azzurra e verde. Tante piccole calette con spiagge da sogno sempre deserte. 







Sulla pista tanti ciclisti e cicloturisti. Dalla famigliola, agli atleti, al gruppo di amici, sia in un senso che nell'altro.

A circa metà percorso c'è anche un monumento chiamato "santuario dei ciclisti", un dolmen in un buon punto di vista. Qui ho parlato con dei giapponesi e poi ci siamo fotografati insieme. 






La mia pedalata è stata molto tranquilla, mi sono goduto il percorso e ho fatto diverse piccole soste per foto o semplicemente per guardare. In una ho però dovuto sostituire un raggio rotto, era un po' che non succedeva, ma non è stato faticoso e sgradevole perché ho eseguito il lavoro in un gazebo seduto comodamente in panchina. Intanto che cambiavo il raggio sono arrivati 3 ragazzi con biciclette assistite chiaramente occidentali, erano svizzeri di Zurigo, in vacanza in Giappone per 3 settimane,  e avevano noleggiato le biciclette per fare questa pista famosa. Ci sono infatti servizi di noleggio ad entrambe le estremità che poi si occupano anche del recupero con il pullman. In giornata quindi è possibile fare tutto il percorso e tornare in pullman al posto di partenza. Più avanti in un minimarket ho fatto uno spuntino e in questo locale c'erano un ragazzo e una ragazza israeliani anche loro con biciclette a nolo.





Arrivato a Imabari che è già sull'isola di Shikoku, ho pensato di fare ancora una trentina di chilometri e poi fermarmi ad un Hotel.  Essendo sabato ho preferito usare booking e sono approdato all'hotel Super di Iyo-Saijo , ottima sistemazione con prima colazione inclusa. 


Ciao  alla prossima.

venerdì 25 agosto 2023

176esima tappa

 Kure-Innoshima 97 Km, temp. 26°C cielo coperto, vento assente. 


Questa mattina alle 6,30 ero già in strada, volevo sfruttare le ore fresche della giornata,  in effetti qui l'escursione di temperatura tra notte e giorno è molto limitata, 2-3° al massimo.  In ogni caso non dico che c'era fresco,  ma qualche grado in meno fa già la differenza. 

I primi 40 km sono volati via alle 9,30 li avevo già coperti. Mi sono così concesso una piccola sosta per mangiare una brioche  e bere un succo. Un po' di traffico, ma la strada sempre sicura con a lato pista ciclabile,  purtroppo sempre molto mal tenuta con erbe infestanti e rami. Nelle gallerie sempre la zona esclusiva per bici e pedoni.




Ogni tanto scorci di paesaggi belli con isolette, spiagge e scogli. Nessuno però in spiaggia,  non è cosa per i giapponesi.  Solo qualche pescatore.






Lungo la strada si trovano bagni pubblici, molto puliti e con acqua potabile e carta igienica.





La sosta pranzo alle 12 con due tramezzini nella città di Mihara.

Il percorso è in direzione di Fukuyama sempre sull'isola di Honshu che è la più grande del Giappone, dove ci sono le principali città,  ma alla città di Onomichi devio verso Sud per imboccare la ciclovia più famosa del Giappone per l'appunto Onomichi-Imabari di 80 km circa.

Questa ciclabile passa su 6 isole diverse collegate da 7 ponti strallati e porta sull'isola di Shikoku la più piccola delle 4 grandi isole del Giappone. 

Avrete già il mal di testa con tutte queste isole, ma appunto è un arcipelago. Da qui si capisce anche quanto la cultura giapponese sia legata al mare, come risorsa, pericolo etc.

A Shikoku ero già stato, ma ora voglio risalire l'isola in direzione Nord e tornare a Honshu fra qualche giorno sfruttando un altro ponte.

Ora mi trovo a Innoshima che è nel parco nazionale di Setonaikai.

La pista è indicata con una banda azzurra sull'asfalto e ad ogni chilometro è scritta la meta e i km residui. Il paesaggio è incantevole anche con il tempo grigio di oggi,  sia la natura che la maestria dell'uomo nel realizzare questi ponti sospesi lasciano senza respiro. Oggi sono solo all'inizio, domani chissà?






Faccio anche una sosta ad un cimitero-tempio shintoista.








Questa sera ho trovato un alloggio in una pensione,  una casetta bianca con bordature rosse al limitare del bosco. Sembra quella di Hansel e Gretel, spero che le due signore che mi hanno accolto non si trasformino in streghe.  La doccia è in cantina, lavabo e toilette al piano secondo. Si cena alle 6,30 domani vi racconto. 


Ciao alla prossima.

giovedì 24 agosto 2023

175esima tappa

 Hiroshima-Kure 29 Km, cielo sereno,  temp 28°C. Vento assente. 


Oggi quasi l'intera giornata passata a visitare i luoghi della memoria, appunto,  fare memoria di quanto qui è accaduto il 6 agosto 1945.

La città di Hiroshima oggi è una città moderna e dinamica in cui vivono più di un milione di abitanti,  città portuale ed industriale,  circondata da verdi colline. La ricostruzione iniziò quasi subito dopo la bonifica dell'area 1948, decisero però di lasciare la parte centrale, punto dell'epicentro, non edificata, ma a giardino della pace. In questo luogo è stato anche conservato un edificio che resistette seppur parzialmente distrutto all'esplosione e che all'epoca era la borsa, ora patrimonio dell'umanità UNESCO.  Nel giardino vi è anche un memoriale costruito nel 2001 e il museo della distribuzione di Hiroshima. 

La mia visita della città comincia proprio da questi luoghi simbolo.

Inutile dire di come ci si possa sentire nel camminare in questa area con atteggiamento di ascolto, e preghiera.  

Cammino a piedi con la bicicletta a mano, ma anche i passi su questo terreno sembrano essere di troppo, sembra di stare profanando un terreno sacro per tutte le vittime e sofferenze che sono avvenute.

Mentre fotografo i resti dell'edificio simbolo mi avvicina un signore e con estrema gentilezza mi chiede da dove vengo.  Poi con il cellulare impostato in italiano mi dice che è il figlio di un sopravvissuto e avrebbe piacere di scattare una fotografia con il mio cellulare da tenere come ricordo della visita. Lui non vuole essere ripreso, ma foto è  questa:





Non ho capito troppo il significato del gesto, ma forse lo capirò con il tempo. Poi mi viene spontaneo sedermi e pregare per le vittime e per l'umanità intera.







Il memorial e ipogeo, luogo silenzioso e di meditazione, al centro di una sala una fontana zampilla è il solo rumore che si percepisce, tutti camminano in silenzio come se avessero pantofole ai piedi.

Ci sono anche fotografie delle vittime e testimonianze dei sopravvissuti.





Nel museo, invece vengono ricordati i momenti appena prima e dopo l'esplosione, le immagini e i filmati sono molto crudi, anche se l'intento è di raccontare la verità sull'atomica, gli effetti immediati e quelli postumi,  la bonifica dei luoghi e la ricostruzione della città. 

Ieri sera prima di addormentarmi avevo letto alcune discussioni su come si fosse arrivati all'uso bellico della bomba, i pro e i contro e il dibattito prima e poi.

Tutte cose che già si studiano anche a scuola o che periodicamente vengono ricordate dai media, ma essere fisicamente sui quei luoghi ha avuto su di me un impatto profondo e indelebile. 

Il pensiero corre a pensare quanto siamo fortunati a non dover rivivere drammi simili, almeno speriamo. Tutte le nostre ansie, paure, tristezze, delusioni diventano un nulla, un'inezia in confronto, un superfluo evanescente e ingordo bisogno di attenzioni. 

Il giardino della pace non è molto grande, ma si gira volentieri a piedi, qualche stele, qualche simbolo di pace, i disegni e collage che i bambini hanno fatto per la pace. Vi è anche una grande campana buddista con il percussore sospeso.




La visita a Hiroshima era un proposito che mi ero fatto ancora a casa prima di partire, ed è stato un tributo doveroso anche se faticoso per l'anima.

Interrompo i pensieri tristi cercando un negozio di hi tech per comprare il caricabatterie wireless,  ma dopo averne girati un paio desisto. 

Ultima cosa che visito a Hiroshima è il castello, si trova abbastanza vicino ai luoghi della memoria. È stato interamente ricostruito negli anni '60 perché totalmente distrutto nel '45. Non è molto interessante,  tranne un tempio shintoista al suo interno e un bel giardino circondato da un fossato. 








Sono ormai le 12, mangio un tramezzino in un centro commerciale e mi avvio verso Nord per uscire dalla città.  Oggi faccio pochi chilometri,  ma così domani potrò partire senza troppo traffico. Nella vicina cittadina di Kure trovo, con una certa fatica, un hotel che ha una camera disponibile,  purtroppo solo con il futon e abbastanza caro, pur essendo modesto.


Ciao, alla prossima

mercoledì 23 agosto 2023

174esima tappa

 Nagahama-Hiroshima 50 km + traghetto,  temp 26°C. Pioggia, vento assente. 


Questa mattina ho avuto una sorpresa positiva,  il telefono che da due giorni non si riusciva più a caricare è risuscitato, spero che duri così, in ogni caso domani cerco un negozio fornito per comprare un caricabatterie wireless, se si dovesse ripresentare il problema ho una carta in più da giocare. 

La colazione di oggi è in perfetto stile giapponese servita dalla proprietaria in compagnia del figlio che mi ha parlato in discreto inglese, spiegandomi cosa stavo mangiando.  Riso con pesciolini piccolissimi secchi e salati, insalata di zucchine e pomodori con petto di pollo lessato, cetrioli stufati, cetrioli in salsa rossa, tè verde, brodo di soia. Tutto molto buono, anche se per me non proprio adatto per inizio giornata. 



Fuori piove, e piovuto tutta notte e non smetterà fino alle 17. Inutile aspettare, mi preparo, saluto e ringrazio e via.

La strada è quasi tutta pianeggiante e lungo il mare, peccato che piova. In circa 2 ore e mezzo sono a Matsuyama dove prenderò il traghetto,  prima mi fermo in un centro commerciale per comprare un paio di scarpe in quanto quelle che indosso si sono completamente aperte. Le trovo con facilità.

Più difficile da trovare è il porto da cui parte il traghetto per Hiroshima,  a Matsuyama ci sono 3 diversi porti distanti 4 km uno dall'altro,  naturalmente il mio sarà l'ultimo.  Mi fermo per consultare la mappa sotto un portichetto di un moto salone Ducati e Benelli. In quel mentre esce un camioncino con scritto Ducati,  lo fermo e chiedo al conducente se può indicarmi il porto per il traghetto per Hiroshima.  Prima cerca di spiegare,  ma poi mi dice carica la bici che ti ci porto io. Grande colpo di c. Ogni tanto ci vuole. Così in pochi minuti sono alla biglietteria del terminal ferry giusto. Dovrò aspettare due ore per la partenza, ma non è affatto un problema nella sala d'aspetto mangio anche un panino.





Muoversi in traghetto qui in Giappone è molto comodo, ce ne sono tantissimi con rotte diverse e per il solo passeggero e bici costa poco. In più per me è tutto relax visto che fuori continua a piovere.  Il viaggio dura 2 ore e 50 minuti e passa in un arcipelago di isole molto suggestivo,  peccato il tempo brutto e non voglio esporre il telefono alla pioggia. 




Sbarcato in perfetto orario a Hiroshima sono già le 18 cerco e trovo subito un buon Hotel a 4,5 Km. Sistemazione e cena in camera,  domani dedico l'intera giornata alla vista del memoriale e della città. 


Ciao, alla prossima. 


martedì 22 agosto 2023

173esima tappa

 Saiki-Nagahama 30+20 km bici + traghetto, temp. 27°C. Cielo parzialmente coperto, vento assente.


Oggi ho pedalato i primi 30 Km ancora sull'isola di Kyushu fino a Usuki dove ho preso il traghetto che mi ha portato sull'Isola di Shikoku e precisamente a Yawatahama da qui con gli ultimi 20 sono arrivato a Nagahama.

Ancora molto caldo, sono però meno stanco perché ho intervallato con le due ore e un quarto di traghetto nella sala con aria condizionata.

Ma racconto per gradi, il primo pezzo con due salite importanti, ma pedalabili e arrivato a Usuki ho cercato una banca dove cambiare un po' di soldi. A proposito di cambio, qui in Giappone è una cosa lunga e complessa. In breve la racconto, quando al cassiere chiedo di cambiare soldi mi guarda perplesso, neanche avessi chiesto un prestito. Mi dice aspetta, e chiama al telefono un superiore, telefonata di 10 minuti, poi mi passa il telefono e l'interlocutore mi fa una serie di domande da interrogatorio di polizia, tra cui: " Hai il passaporto? - quando sei arrivato in Giappone? - Dove? In che giorno? Quanto ti fermi? Che tipo di cambio vuoi fare? Che lavoro fai? Perché vuoi cambiare soldi? Quanto vuoi cambiare? In che valuta? Etc.

Rispondo che mi serve contante perché in molti posti non accettano pagamenti con la carta. Voglio cambiare 800 dollari. Alla fine mi dice ok però mi può cambiare solo 600. Ma perché? Prendere o lasciare, Prendo.

Poi mi dice che devo però aspettare fino alle 10,15.  Sono solo le 9,30 - Ok . Poi mi fa compilare un modulo con le istruzioni in inglese.

Aspetto i tempi e finalmente mi consegna il contante. 





Al terminal ferry vi è anche un piccolo ristorante, ne approfitto per un hamburger e un'insalata, con i bastoncini tagliare la carne è comunque un'impresa, però buono ed economico.

Il viaggio in traghetto è stato rilassante anche se qualche stranezza, zona uomini separata da quella donne e bambini.

Sbarcato a Yawatahama con precisione svizzera faccio gli ultimi 20 con due salite niente male, ma l'ultimo tratto piacevole lungo il mare. Peccato che proprio alla fine comincia a piovere e arrivo tutto bagnato con il telefono fuori uso. La locanda nella quale pensavo di dormire non ha posto, non sembra esserci altro per 40 km. Nessuno parla inglese, ma una signora impietosita mi dice di seguirla, così bici a mano arriviamo ad un edificio che è una scuola. Qui mi chiamano l'insegnante d'inglese che parla in inglese incomprensibile. Però con l'aiuto del bidello e qualche telefonata riescono a trovarmi una camera in una specie di b&b. Il professore e il bidello mi accompagnano. Una casa storica, dove ha soggiornato l'ultimo samurai Katsumotu, figura leggendaria in Giappone, tutto in stile, la mia camera è totalmente vuota e dovrò dormire per terra sul tatami come i giapponesi, bagno in comune e duemila inchini ad ogni parola. Che esperienza!

Per la cena, il padrone di casa mi accompagna ad un ristorante tipico, normalmente si mangia nei separé, ma essendo da solo mi fanno accomodare su una specie di scrivania a quattro posti, di cui due già occupati da altri clienti.

Ordino pesce alla griglia, riso e una birra. Pesce buono, ma piccolo, ho ancora fame, ma nulla nel menù mi attrae, aggiungo allora una pizza margherita, piccola anch'essa servita su un tagliere a forma di racchetta da ping-pong date le dimensioni, buona con basilico fresco appena colto.

Oggi purtroppo niente foto, quelle scattate non utilizzabili perché file danneggiato.


Ciao, alla prossima.

 PER CHI E' INTERESSATO A SEGUIRMI ANCHE NELL'ATTIVITA DI VIAGGIO IN MOTOCICLETTA E' APERTO UN NUOVO BLOG. SENEGAL EXPERIENCE  ...