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domenica 30 luglio 2023

 150esima tappa.

Didusil-Donghae 80 Km. Temp 29°C. Cielo sereno, vento assente. 

Dopo un'altra notte insonne per il caldo, come preannunciato mi preparo a partire verso Sud. 

La meta di oggi è Donghae, città portuale. 

Il percorso è tutto sulla costa e per la maggior parte su pista ciclabile,  quasi tutto pianeggiante salvo qualche breve rampa per oltrepassare qualche promontorio.

Io pedalo in scioltezza, non c'è ragione di correre,  in molti tratti si passa in pineta con relativa ombra,  in altri sul lungomare. Vedo belle spiagge e begli scorci, poca gente in spiaggia pur essendo domenica.  








Alle 14 sono già a Donghae, trovo subito un motel che fa al caso mio. Ormai ho capito che sono una soluzione economica e di solito neanche male come camere.  

Oggi però la camera è alquanto squallida,  ma per una notte può andare. Il condizionatore è un refrigeratore da cella frigorifera, non ha termostato, quando batti i denti puoi spegnerlo.
La doccia era calda e il letto comodo,  si spende meno che in campeggio quindi nessun lamento. 

Il proprietario ha anche un banco di frittura al mercato,  l'ho trovato lì,  quindi per la cena frittura mista, verdure, frutti di mare e altro non specificato.  



Devo però trovare il modo di farmelo scaldare, non mi va di mangiarlo freddo. Ho un paio di idee, vediamo se avrò il coraggio di metterle in pratica. 

Una di andare ad un supermercato e prendere un hamburger e scaldare il tutto in microonde,  l'altro di chiedere ad un bar, previa consumazione se può scaldarmi il fritto.

Oggi sono stato anche al porto per chiedere informazioni sul traghetto per il Giappone.  Mi è stato detto che da Donghae non partono più,  bisogna andare a Busan. 

Già lo sapevo, ma così è confermato,  però ho capito che c'è un traghetto veloce che in 3 ore e ½ mi porta di là con una spesa di soli 65 euro più una decina per la bici. 

Direi che sarà l'opzione che sceglierò, perché più economica e in più mi evita di smontare la bici e fare il pacco. 

Per oggi è tutto,  spero domani di avere qualcosa di più interessante da raccontare. 

Ciao, alla prossima. 

sabato 29 luglio 2023

 149esima tappa

Dudusil-Dudusil km 0, cielo sereno, vento assente. 

Ieri sera, non essendoci niente da mangiare in campeggio e non avendo riserve, ho inforcato la bici e sono ritornato sul percorso della mattina per circa 3 km. 

Avevo visto che c'era un porticciolo di pescatori con delle pescherie, pensavo che avrei trovato qualcosa di buono. 


Quando sono arrivato ho trovato effettivamente diverse pescherie con vasche e pesce vivo, ma solo un ristorante che serviva solo patate fritte con salsicce, loro le chiamano salsicce, ma sono volgarissimi wurstel in pastella, le patate fritte erano poi coperte con una buona dose di zucchero a velo. 

Il piatto si presenta bene, ma il gusto non è per noi occidentali. 

La sera prima sono entrato in una gelateria, nel menu ci sono gelati a forma di palla, di 4 gusti tutti uguali, cambia il colore.  

Chiedo se è possibile avere panna e fragola, mi rispondono di sì. Mi servono però due bicchierini distinti, uno di panna e uno di fragola. 

La preparazione è istantanea, in bella mostra ci sono 4 planetarie, presumo una per ogni gusto, vengono introdotti gli ingredienti e frullano insieme per 1 minuto, poi immettono azoto liquido e il gelato è pronto. Nel negozio la nebbia dell'azoto che evapora.

Questa mattina, vita da spiaggia e osservazione dei coreani al bagno. 

Alle 9 sono ancora il primo a scendere in spiaggia,  neanche il bagnino. 

Mi faccio subito un bagno oltrepassando la cintura di boe che delimitano lo specchio d'acqua. Ieri ero stato subito richiamato, ma oggi non c'è ancora nessuno.  

Nuotare all'interno è impossibile,  il livello supera di poco il ginocchio. Giusto per i bambini può andare.

L'acqua è limpida e fresca, un vero piacere,  sul fondo si vedono vongole e qualche sogliola coperta di sabbia. Più in là alcuni pesci saltano fuori in piccoli voli. 

Sono riuscito a capire il perché delle spiagge recintate di cui ho parlato ieri, traducendo un cartello. "Area militare, vietato accesso e balneazione,  sanzioni fino a 5000000 di won e pure arresto fino a 5 anni di carcere.

Capisco perché sono deserte! 

Poi vengono citati articoli di legge che prevedono quanto sopra. Secondo me è perché sono vicino al confine con Corea del Nord e temono attacchi dal mare, sono indicati anche numeri di telefono a cui segnalare eventuali persone in queste aree.

Ora le prime famiglie sono scese in spiaggia,  tutti rigorosamente vestiti con maglie e pantaloni lunghi,  anche i bambini. 





Da internet:

"I coreani, infatti, sono molto attenti alla cura del proprio corpo e della pelle in generale, e fanno di tutto per non rovinarla con raggi del sole, smog o prodotti dannosi. 

Un esempio sono le spiagge in Corea. Se ne avrai occasione vedrai che la maggior parte dei coreani al mare non indossano il classico costume da bagno per prendere il sole, ma dei veri e propri abiti per l’occorrenza: maglie a maniche lunghe, pantaloni, cappellini, e così via, per evitare che i raggi ultravioletti possano rovinare la pelle."

Un'altra considerazione sulla Corea è che amano il piccolo. Pur non essendo dei pigmei, sono più piccoli in media, nelle docce gli spruzzatori arrivano al petto e per lavarsi la testa bisogna chinarsi, nei supermercati i pochi prodotti sono tutti i piccole dosi, biscotti, bibite, cibi di vario genere etc.

Passare dalla Mongolia dove tutto è grande alla Corea dove piccolo è bello la differenza balza agli occhi. 

Ora che sono in un mondo simile al nostro come tenore di vita, mi sembra di essere in un altro continente. 

Tutto è  regolato, tutto più efficiente,  ma manca la libertà, cavalli che corrono con le criniera al vento non ce ne sono, praterie dove far riposare lo sguardo neppure.  E il mare, sinonimo di infinito è pure precluso. È il prezzo della "civiltà".


Domani riprendo a pedalare,  quest'ozio m'intristisce, vorrei arrivare a Donghae, città sempre sulla costa, ma portuale. Spero di addentrarmi a capire il quotidiano dei coreani oltre al turismo. 

Ciao, alla prossima. 

venerdì 28 luglio 2023

 148esima tappa

Sokcho-Dugunsil 33 km. Temp 31°C , cielo sereno, vento brezza.

Oggi tappa di assoluto relax, ho cominciato a scendere lungo la costa orientale verso Sud a piccoli passi.

Intanto permettetemi di ringraziare Elisa Malacalza per il bell'articolo uscito su Libertà oggi.
Rispecchia in sintesi il significato del mio viaggio. 

Ho dovuto spostarmi perché il campeggio dove ho dormito (male e poco per il caldo) non aveva posto.

Il percorso lungo la costa è sempre su pista ciclabile, molto bella, quasi sempre in riva al mare. 

Si vedono spiagge  stupende e deserte, reti e fili spinati ne impediscono l'accesso.  Non ho ancora capito il perché,  prima pensavo a zone militari, ma ce ne sono troppe, sembra che scelgano le più belle. Forse le vogliono conservare intatte, o forse non sono sicure perché manca la vigilanza, i cartelli di avvertimento dicono solo vietato nuotare. 



Vi sono spiagge accessibili, poche e con qualche stabilimento, dove si affolla la gente ed in acqua ci sono boe che delimitano la zona balneabile. 

Anche qui nel campeggio in cui li trovo, si accede direttamente alla spiaggia, poca gente, nessuno in costume da bagno, tutti indossano una muta leggera o maglietta a maniche lunghe e pantaloni o pantaloncini.
Io nonostante l'abbronzatura da ciclista che fa paura sono l'unico.





L'acqua è limpida e fresca, ma il bagno si fa bene comunque,  diciamo il Trebbia a giugno. 

Il mare è il Mar del Giappone, il canale che separa Corea da Giappone,  il Mar Giallo è sulla sponda occidentale ci arriverò tra alcuni giorni quando parteciperò al Jamboree.  Spero di riuscire ad entrare come visitatore. 

Il campeggio in cui mi trovo mi ospiterà per due notti,  è ombreggiato in pineta, l'ambiente è molto più bello di quello di ieri. 


Sono l'unico occidentale, un bambino è venuto ad offrire un biscotto.

Tra gli animali selvatici ho visto un capriolo che ha attraversato la strada e uno scoiattolo nero. Gli uccelli oltre ai gabbiani ci sono aironi cenerini e cormorani come da noi.

Qui però non c'è nulla da mangiare ed io non ho scorte, oggi solo una pesca, ma tra poco prendo la bicicletta e ritorno per 3 km dove ho visto passando un porticciolo di pescatori con tanti ristoranti.

Ciao, alla prossima. 

giovedì 27 luglio 2023

 147esima tappa

Sanghadap-ro-Sokcho 76 km, temp 30°C. Nebbia, vento assente 

Questa mattina mi sono reso conto che l'hotel dove ho dormito "Speedium" è su di una pista automobilistica, per fortuna senza gare oggi.

Una nebbia a mezza altezza impedisce di capire come sarà il cielo.  Sicuramente l'umidità è alta.

Parto alle 7,30 e decido di fare una strada alternativa a quella proposta dal navigatore,  faccio la scelta giusta, risparmio una salita terribile che ho fatto ieri in discesa a freni tirati.

Il percorso è leggermente più lungo, ma sicuramente più pedalabile. 

Ancora piccole risaie, piccoli campetti di mais e soia da raccogliere a mano (lavoro da cinesi, o da coreani). Serre con zucche, cetrioli, melanzane, peperoni e tante cipolle. 

La cipolla è insieme all'aglio il condimento principe di ogni piatto, in quantità industriale. Purtroppo il sudore abbondante di questi giorni, olezza non poco.

Oggi devo affrontare una salita di 750 mt, sono preparato al peggio,  ma per fortuna la pendenza è ben distribuita, solo 5 km al 10% il resto 3-4. 

Riesco ad arrivare in cima pedalando. La strada per un tratto ha costeggiato un bel torrente e pur con qualche difficoltà ad accedervi sono riuscito a darmi una rinfrescata a metà salita.





Poi una lunga discesa e gli ultimi 30 in falsopiano. 

Sono così arrivato sulla costa, tipico luogo di mare, con spiagge ampie, ma in molte è vietato bagnarsi perché non c'è servizio di soccorso, bagnini.





Arrivo all'unico campeggio presente, non avendo prenotato non vogliono accogliermi, poi trovano il posto ma devo pagare cash, anche qui i rispettosissimi coreani evadono, niente ricevuta. Domani però è tutto completo. 

Il campeggio è piccolo e posto tra i palazzi, la mia piazzola è una pedana in legno in cui non si può piantare un picchetto. Inoltre al sole. 

Pazienza oggi va così domani mi devo spostare verso sud.Qui sono quasi al confine con la Nord Corea, meglio andarsene. Il famoso 38° parallelo segna il confine e tra le due vi sono 350mt di striscia non entry. ZDC o DMZ zona demilitarizzata coreana.

Vado a fare qualche passeggiata in spiaggia,  la sabbia è grossa e rossiccia e il mare fresco. L'acqua è azzurra e purtroppo affollata di motoscafi e moto d'acqua. 


Il tempo ha tenuto e dalle 11 sole e in riviera anche ventilato, no afa.

Questa sera prendo Street food e mangio in campeggio. 







Ciao, alla prossima


mercoledì 26 luglio 2023

 146esima tappa 

Sanghwaghye-Ri-Sanghadap-ro 70 km, temp. 30°C. Pioggia, vento assente. 

Oggi speravo di arrivare sulla costa,  ma sono ancora molto lontano. 

Nella notte è piovuto forte e piove anche quando parto, ore 7,40. Nonostante la pioggia la temperatura è alta e si suda molto. Inoltre la strada presenta molte salite e tutte con pendenze forti. 

Alla partenza mancavano 136 km per arrivare sulla costa,  ora 76, sono pure fuori strada per necessità di un albergo.  

Insomma una tappa sofferta e pesante per il caldo e gli insetti molesti. 

Moschine che puntano dritto agli occhi, gli occhiali data la fortissima umidità si appannano subito. Inoltre zanzare assetate di sangue. 

Per fortuna ho comprato ad Ulaanbaatar un cappello con zanzariera, pensavo di usarlo in Siberia nella taiga, ma è venuto buono oggi.

Le salite sono quasi tutte fuori dalla mia portata,  pendenze fino al 14%, 3 su 5 le ho fatte camminando e spingendo la bici. 

Lo spirito zen oggi non è bastato e sono volati anche moccoli.

Al termine di una salita dura ho visto che c'era una baracca in legno dalla quale usciva del fumo. Fumo uguale cucina, ho pensato, mi sono così fermato, non per la fame, ma per la sete e per dare una pausa al mio cuore abbastanza sollecitato.

Un vecchio uomo stava seduto davanti coi capelli bianchi e una lunga coda da cavallo.  Sembrava la raffigurazione di Confucio. 

Chiedo se ha qualcosa di fresco da bere, ma non capisce, allora aggiungo coca cola, visto che è diffusa anche qui, risponde di no. Intanto vedo un tubo che piscia acqua con sotto dei catini. 

Mi avvicino e ci butto sotto la testa, è un piacere sentire il fresco che ravviva i pensieri. Poi chiedo se si può bere e mi fa cenno di sì. Ne bevo avidamente, anche qui il piacere di raffreddare il corpo.

Chiedo se ha qualcosa da mangiare, ma non capisce neanche i gesti. Allora mi siedo su uno sgabello ricavato da un tronco segato con una cerata inchiodata sopra e aspetto guardandolo negli occhi. 

Dopo alcuni minuti si ravvede, si alza e mi porta una tazza con un liquido marrone e freddo. Lo assaggio ed è  buono, sembra caffè freddo,  ma è te coreano, mi spiegano due operai che nel frattempo sono arrivati e si sono seduti per mangiare, di cui uno qualcosa in inglese capisce.


Chiedo quindi a lui se può farmi portare qualcosa da mangiare. Il vecchio tira fuori una patata e una grattugia e mi fa segno se vanno bene.  Ok dico. Ok risponde. 

Si mette quindi a cucinare, ma cosa? Aspetto senza troppa speranza, ma poi arriva una specie di frittata fatta con patate e farina e siccome è fritta posso anche azzardarmi a mangiare. Insieme un piattino con dentro il sugo di un peperoncino da intingere. 

Con cautela assaggio ed è fortissimo,  poche gocce sono sufficienti. I due operai mangiano dei noodles e bevono spremuta di mais. Per mangiare ci sono solo i bastoncini che io non so usare per nulla, faccio ridere. Provo con le mani, ma scotta ed è molto unta. 

Il vecchio allora, vista la mia imbranataggine arriva con una forbice e fa a pezzi la frittata così per me diventa facile.

Pago e comincio a scendere, dopo poco arrivo in un paese dove c'è un bel caffè che invita alla sosta. La proprietaria mi fa segno di entrare perché ero titubante. 

Nel locale non c'è nessuno,  ordino un caffè americano e guardo nella vetrinetta refrigerata delle belle fette di torta che mi tentano. Ma sì, esageriamo, ne ordino una.

La signora mi serve con piattino e forchetta, così con calma me la gusto sorseggiando il caffè. 

Quando faccio per pagare, mi dice che me la offre lei, non vuole niente.  Incredibile! Non pensavo che in Corea fossero così gentili. 

Chiedo quindi per la toilet, e davanti allo specchio mi vedo sporco, bagnato, con i capelli che stanno in piedi in cento direzioni e una faccia stanca da paura. Devo aver fatto impressione e colta da pietà non ha voluto soldi.

Proseguo con la bicicletta,  ma capisco che oggi non riuscirò ad arrivare al mare, meglio trovare un albergo subito.  Intanto sono arrivate due allerta meteo per pioggia forte dalla protezione civile coreana. Questi messaggi si attivano da soli e parlano ad alta voce. Ovviamente in coreano. Mi fermo e scatto una foto al messaggio con l'altro telefono,  perché non si possono copiare e traduco il testo. 



Al momento non piove, ma nubi minacciose arrivano da Ovest. Sulla mappa è segnato un hotel a 10 km. Ok è il mio. Quando arrivo la costruzione è abbandonata da anni, le piante escono dalla finestra. 

Proseguo per un chilometro e vedo un grande ristorante,  provo a chiedere.  Il gestore mi da subito un bicchiere di acqua con ghiaccio e mi fa cenno che se voglio un caffè posso servirmi alla macchina. Altra gentilezza inaspettata, faccio proprio colpo!

Mi dice che l'unico albergo nella zona è  a 18 km e si chiama Speedium.

Non mi resta che dirigermi lì.  Purtroppo nei 18 km vi è  una salita di 4 km al 12%. Mi impegno al massimo,  cercando di pedalare il più piano possibile per arrivare in cima, questa volta ci riesco. 

Arrivato in cima è arrivata anche la pioggia monsonica, discesa a rotta di collo perché i freni funzionano poco bagnati. Inoltre il navigatore bagnato va in tilt. 

Riesco comunque ad arrivare ad una scritta Hotel che indica il luogo purtroppo è posto in cima ad una salita di un chilometro al 12. 

Volano parole irripetibili contro i progettisti coreani. L'hotel è un 4 stelle e  ho paura della botta di prezzo.

Alla reception chiedo la stanza più economica, poi chiedo uno sconto speciale, poi dico che il prezzo è fuori dal mio budget,  se possibile avere qualcosa a meno. 

Non ci sono paesi, vicini, piove a dirotto, campeggi neanche parlarne. Alla fine spunto un ulteriore sconto 122000 wan il prezzo finale 86 euro. Per me è molto comunque, ma non ho alternative ed accetto.

Ciao, alla prossima. 

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