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giovedì 27 luglio 2023

 147esima tappa

Sanghadap-ro-Sokcho 76 km, temp 30°C. Nebbia, vento assente 

Questa mattina mi sono reso conto che l'hotel dove ho dormito "Speedium" è su di una pista automobilistica, per fortuna senza gare oggi.

Una nebbia a mezza altezza impedisce di capire come sarà il cielo.  Sicuramente l'umidità è alta.

Parto alle 7,30 e decido di fare una strada alternativa a quella proposta dal navigatore,  faccio la scelta giusta, risparmio una salita terribile che ho fatto ieri in discesa a freni tirati.

Il percorso è leggermente più lungo, ma sicuramente più pedalabile. 

Ancora piccole risaie, piccoli campetti di mais e soia da raccogliere a mano (lavoro da cinesi, o da coreani). Serre con zucche, cetrioli, melanzane, peperoni e tante cipolle. 

La cipolla è insieme all'aglio il condimento principe di ogni piatto, in quantità industriale. Purtroppo il sudore abbondante di questi giorni, olezza non poco.

Oggi devo affrontare una salita di 750 mt, sono preparato al peggio,  ma per fortuna la pendenza è ben distribuita, solo 5 km al 10% il resto 3-4. 

Riesco ad arrivare in cima pedalando. La strada per un tratto ha costeggiato un bel torrente e pur con qualche difficoltà ad accedervi sono riuscito a darmi una rinfrescata a metà salita.





Poi una lunga discesa e gli ultimi 30 in falsopiano. 

Sono così arrivato sulla costa, tipico luogo di mare, con spiagge ampie, ma in molte è vietato bagnarsi perché non c'è servizio di soccorso, bagnini.





Arrivo all'unico campeggio presente, non avendo prenotato non vogliono accogliermi, poi trovano il posto ma devo pagare cash, anche qui i rispettosissimi coreani evadono, niente ricevuta. Domani però è tutto completo. 

Il campeggio è piccolo e posto tra i palazzi, la mia piazzola è una pedana in legno in cui non si può piantare un picchetto. Inoltre al sole. 

Pazienza oggi va così domani mi devo spostare verso sud.Qui sono quasi al confine con la Nord Corea, meglio andarsene. Il famoso 38° parallelo segna il confine e tra le due vi sono 350mt di striscia non entry. ZDC o DMZ zona demilitarizzata coreana.

Vado a fare qualche passeggiata in spiaggia,  la sabbia è grossa e rossiccia e il mare fresco. L'acqua è azzurra e purtroppo affollata di motoscafi e moto d'acqua. 


Il tempo ha tenuto e dalle 11 sole e in riviera anche ventilato, no afa.

Questa sera prendo Street food e mangio in campeggio. 







Ciao, alla prossima


mercoledì 26 luglio 2023

 146esima tappa 

Sanghwaghye-Ri-Sanghadap-ro 70 km, temp. 30°C. Pioggia, vento assente. 

Oggi speravo di arrivare sulla costa,  ma sono ancora molto lontano. 

Nella notte è piovuto forte e piove anche quando parto, ore 7,40. Nonostante la pioggia la temperatura è alta e si suda molto. Inoltre la strada presenta molte salite e tutte con pendenze forti. 

Alla partenza mancavano 136 km per arrivare sulla costa,  ora 76, sono pure fuori strada per necessità di un albergo.  

Insomma una tappa sofferta e pesante per il caldo e gli insetti molesti. 

Moschine che puntano dritto agli occhi, gli occhiali data la fortissima umidità si appannano subito. Inoltre zanzare assetate di sangue. 

Per fortuna ho comprato ad Ulaanbaatar un cappello con zanzariera, pensavo di usarlo in Siberia nella taiga, ma è venuto buono oggi.

Le salite sono quasi tutte fuori dalla mia portata,  pendenze fino al 14%, 3 su 5 le ho fatte camminando e spingendo la bici. 

Lo spirito zen oggi non è bastato e sono volati anche moccoli.

Al termine di una salita dura ho visto che c'era una baracca in legno dalla quale usciva del fumo. Fumo uguale cucina, ho pensato, mi sono così fermato, non per la fame, ma per la sete e per dare una pausa al mio cuore abbastanza sollecitato.

Un vecchio uomo stava seduto davanti coi capelli bianchi e una lunga coda da cavallo.  Sembrava la raffigurazione di Confucio. 

Chiedo se ha qualcosa di fresco da bere, ma non capisce, allora aggiungo coca cola, visto che è diffusa anche qui, risponde di no. Intanto vedo un tubo che piscia acqua con sotto dei catini. 

Mi avvicino e ci butto sotto la testa, è un piacere sentire il fresco che ravviva i pensieri. Poi chiedo se si può bere e mi fa cenno di sì. Ne bevo avidamente, anche qui il piacere di raffreddare il corpo.

Chiedo se ha qualcosa da mangiare, ma non capisce neanche i gesti. Allora mi siedo su uno sgabello ricavato da un tronco segato con una cerata inchiodata sopra e aspetto guardandolo negli occhi. 

Dopo alcuni minuti si ravvede, si alza e mi porta una tazza con un liquido marrone e freddo. Lo assaggio ed è  buono, sembra caffè freddo,  ma è te coreano, mi spiegano due operai che nel frattempo sono arrivati e si sono seduti per mangiare, di cui uno qualcosa in inglese capisce.


Chiedo quindi a lui se può farmi portare qualcosa da mangiare. Il vecchio tira fuori una patata e una grattugia e mi fa segno se vanno bene.  Ok dico. Ok risponde. 

Si mette quindi a cucinare, ma cosa? Aspetto senza troppa speranza, ma poi arriva una specie di frittata fatta con patate e farina e siccome è fritta posso anche azzardarmi a mangiare. Insieme un piattino con dentro il sugo di un peperoncino da intingere. 

Con cautela assaggio ed è fortissimo,  poche gocce sono sufficienti. I due operai mangiano dei noodles e bevono spremuta di mais. Per mangiare ci sono solo i bastoncini che io non so usare per nulla, faccio ridere. Provo con le mani, ma scotta ed è molto unta. 

Il vecchio allora, vista la mia imbranataggine arriva con una forbice e fa a pezzi la frittata così per me diventa facile.

Pago e comincio a scendere, dopo poco arrivo in un paese dove c'è un bel caffè che invita alla sosta. La proprietaria mi fa segno di entrare perché ero titubante. 

Nel locale non c'è nessuno,  ordino un caffè americano e guardo nella vetrinetta refrigerata delle belle fette di torta che mi tentano. Ma sì, esageriamo, ne ordino una.

La signora mi serve con piattino e forchetta, così con calma me la gusto sorseggiando il caffè. 

Quando faccio per pagare, mi dice che me la offre lei, non vuole niente.  Incredibile! Non pensavo che in Corea fossero così gentili. 

Chiedo quindi per la toilet, e davanti allo specchio mi vedo sporco, bagnato, con i capelli che stanno in piedi in cento direzioni e una faccia stanca da paura. Devo aver fatto impressione e colta da pietà non ha voluto soldi.

Proseguo con la bicicletta,  ma capisco che oggi non riuscirò ad arrivare al mare, meglio trovare un albergo subito.  Intanto sono arrivate due allerta meteo per pioggia forte dalla protezione civile coreana. Questi messaggi si attivano da soli e parlano ad alta voce. Ovviamente in coreano. Mi fermo e scatto una foto al messaggio con l'altro telefono,  perché non si possono copiare e traduco il testo. 



Al momento non piove, ma nubi minacciose arrivano da Ovest. Sulla mappa è segnato un hotel a 10 km. Ok è il mio. Quando arrivo la costruzione è abbandonata da anni, le piante escono dalla finestra. 

Proseguo per un chilometro e vedo un grande ristorante,  provo a chiedere.  Il gestore mi da subito un bicchiere di acqua con ghiaccio e mi fa cenno che se voglio un caffè posso servirmi alla macchina. Altra gentilezza inaspettata, faccio proprio colpo!

Mi dice che l'unico albergo nella zona è  a 18 km e si chiama Speedium.

Non mi resta che dirigermi lì.  Purtroppo nei 18 km vi è  una salita di 4 km al 12%. Mi impegno al massimo,  cercando di pedalare il più piano possibile per arrivare in cima, questa volta ci riesco. 

Arrivato in cima è arrivata anche la pioggia monsonica, discesa a rotta di collo perché i freni funzionano poco bagnati. Inoltre il navigatore bagnato va in tilt. 

Riesco comunque ad arrivare ad una scritta Hotel che indica il luogo purtroppo è posto in cima ad una salita di un chilometro al 12. 

Volano parole irripetibili contro i progettisti coreani. L'hotel è un 4 stelle e  ho paura della botta di prezzo.

Alla reception chiedo la stanza più economica, poi chiedo uno sconto speciale, poi dico che il prezzo è fuori dal mio budget,  se possibile avere qualcosa a meno. 

Non ci sono paesi, vicini, piove a dirotto, campeggi neanche parlarne. Alla fine spunto un ulteriore sconto 122000 wan il prezzo finale 86 euro. Per me è molto comunque, ma non ho alternative ed accetto.

Ciao, alla prossima. 

martedì 25 luglio 2023

 145esima tappa

Seoul-Sanghwagye-Ri 120 km, temp.30°C. Cielo coperto,  vento assente. 

Dopo 5 giorni di permanenza a Seoul era giunto il tempo di partire,  questa grande città mi è piaciuta, ma dopo alcuni giorni in città mi sento soffocare,  ho bisogno di vedere l'orizzonte o almeno del verde naturale.

Ieri sera ho preparato tutto per bene,  così questa mattina, dopo una veloce colazione in camera con tè e biscotti, ho caricato lupo grigio e alle 6,30 ero in strada a pedalare.  

Uscire da Seoul è stato facile anche se lungo 2h per fare 30km. Ho usato il navigatore maps me che funziona alla grande per la bicicletta, solo piste ciclabili. 

La direzione che ho preso è Est, voglio arrivare sulla costa orientale che da sul Mar del Giappone per poi scendere verso Sud. Ci vorranno 2 gg per fare i 240 km del percorso adatto per la bicicletta. 

Il percorso di oggi è stato per il 70% su piste ciclabili,  molto belle, per la prima parte ha seguito il tracciato di una ferrovia dismessa,  per cui lievi pendenze e alcune gallerie,  poi ha seguito il corso di un grande fiume, dove alcuni facevano sci d'acqua. 







Ero curioso di vedere la Corea nelle zone rurali e fuori città. Il paesaggio è caratterizzato da montagne coperte da fittissimi boschi, nelle valli, che sono piccole ci sono una miriade di attività: serre, orti, pollai, capannoni industriali,  artigiani con botteghe, frutteti e anche risaie, mais, soia.

Molti corsi d'acqua,  alcuni con acque verdi smeraldo. 

Sulle ciclabili ho incontrato molti ciclisti, pedoni e un cicloturista sudafricano,  con il quale ci siamo scambiati qualche impressione e notizia. Anche lui è qui per il Jamboree,  però si faceva anche qualche giro in bicicletta. Il suo nome è Stevens e vive a Pretoria. 







I miei malanni sembrano darmi tregua, oggi nessun dolore. 

Il problema di oggi è stato il caldo e l'afa. Umidità al 100% e 30° ombra. 

Ho sudato tantissimo,  niente aria e nella parte finale 3 salite con pendenze oltre il 10%. La prima alle 14,30 l'ho fatta a piedi spingendo la bici,  quasi alla fine è scoppiato un acquazzone di 3 minuti, sufficiente ad infradiciarmi tutto. In più non ha rinfrescato niente e il senso di afa è aumentato. 

Ora ho trovato per questa notte un Motel nel paesino in cui mi trovo.  

Non vi spiego gli accessori che ci sono in camera perché il blog è aperto anche ai minori,  ma potete immaginare a partire dalla tappezzeria, le luci rosse e i cuori anche sugli interruttori. Per me non ci sono problemi,  il portiere mi ha chiesto "Single?" con aria stupita. Io ho risposto "No, I've a bicycle".

Ciao, alla prossima. 

lunedì 24 luglio 2023

144esima tappa 

Seoul-Seoul 0 km. Temp 30°C. Cielo coperto, vento assente. 

Notte serena,  priva di paure e risentimenti, oggi il cielo è grigio e l'aria umida e afosa già di mattina,  ma splendida rispetto a ieri,  una normalità ripristinata in poche ore. 

Il sorriso del concierge alla reception la certifica, i miei abiti puliti e asciutti mi conferiscono un'aria rispettabile da vero turista italiano. 

Esco e m'incammino verso un caffè per una colazione europea, "baguettes paris" fa al caso mio, ho voglia di sedermi e farmi servire, prima ero entrato in un locale "subway" dove bisognava ordinare con uno schermo, pagare con carta, attendere che il tuo numero comparisse sul display e andarti a prendere la roba da portare al tavolo, no grazie, sono uscito subito, non faceva per me.

Un caffè americano con due muffin, il bicchiere d'acqua, tavagliolini e zucchero portati dal cameriere con un sorriso, qui ci siamo. 

Sono solo le 8,00 il palazzo Gyeonbongkung che andrò a visitare apre alle 9,00 quindi mi prendo il vezzo di passeggiare per un vecchio quartiere,  dove le strade erano fatte per carretti e risciò e dove abitazioni in legno hanno resistito anche alla distruzione della seconda guerra mondiale e al modernismo dilagante. 



In questa città l'antico è accostato al moderno senza passaggi intermedi, è come mettere un Luigi Filippo in una casa di design. Ci sta!

Oggi mi rendo meglio conto della topografia di questa città che risulta immersa tra le montagne verdi che spuntano tra i palazzi, un po' ricorda Rio de Janeiro,  ovviamente manca il mare, o almeno non si vede e non è certo quello di Copacabana o Ipanema.





Alle 9,05 sono all'ingresso del Palace Gyeonbongkung. Questo palazzo fu costruito alla fine del 1300 e rappresenta il principale palazzo della dinastia Joseon.  

Ebbe una storia travagliata in quanto bruciato durante l'invasione giapponese del 1500, non fu immediatamente ricostruito e fu lasciato abbandonato fino alla fine del XIX secolo quando iniziarono le opere di restauro.  Contava 330 edifici su di una superficie di 410.000 mq. con più di 5000 stanze. Su Wikipedia si legge 

"Dopo l'assassinio della principessa Myeongseong da parte di agenti giapponesi nel 1895, il marito (l'imperatore Gojong) lasciò il palazzo e la famiglia reale non vi fece più ritorno."

Nel 1911 le forze d'occupazione giapponese distrussero tutti gli edifici tranne 10, e costruirono l'edificio del governatore di Corea proprio di fronte alla sala del trono.

Solo nel 1990 sono iniziati i lavori di recupero architettonico del palazzo per riportarlo al suo aspetto originario, ed eliminando il palazzo del governatore.  Oggi direi che è visibile nel suo primitivo splendore. 

Anche qui si entra in una serie di cortile concentrici con porticati sui 4 lati ed una leggera ascesa con gradini porta alla cerchia successiva. Rispetto al Changgyeonggung Palace visto due giorni fa è meno disperso e più accorpato, più razionale. 








Dalle finestre aperte degli ambienti entra la vista del giardino e appare come un quadro idilliaco incorniciato.

Gli edifici sono posati su di un basamento in granito che permette attraverso apposite aperture e vespai di riscaldare le tavole dei pavimenti in legno, in alcuni locali, a titolo di esempio sono poste anche suppellettili ed arredi.

Dopo la visita al palazzo mi addentro nel giardino.

Mi siedo su di una panchina nel parco, voglio assaporare questo momento estatico con la lentezza del piacere. 

Una gazza sta cibandosi di frutti rossi sulla chioma di una specie di viburno. 

Qualche turista passeggia nel grande parco, dietro di me uno specchio d'acqua con qualche micro isoletta dalla quale protendono pini e cedri, i loro fusti contorti sembrano sculture.  Sullo sfondo la grande pagoda posta sull'isola centrale.  


La bellezza della natura non è lasciata a se stessa come in una riserva naturale, ma è plasmata ad arte per accogliere gli elementi architettonici come parte di essa. 

Non vi è contrasto tra naturale ed artificiale. Si è stretta un'alleanza tra intelligenza umana e impeto creativo naturale, ne risulta una straordinaria esplosione di bellezza che fa bene al cuore e allo spirito. Vorrei sdraiarmi nel prato e osservare le nuvole che lentamente si spostano nel cielo.

Una cosa particolare che ho notato anche nei giorni scorsi è il canto o frinire delle cicale, è diverso da quello europeo. 

Vi spiego: in Italia o Grecia, d'estate le cicale fanno un rumore quasi assordante e continuo tipo: cha-cha-cha....... Qui il loro canto è diverso vi sono momenti di pausa assoluta intervallati da grisss-grisss..... con intensità crescente che finisce in un suono continuo come il rumore di una radio che non riesce a sintonizzarsi.
Poi improvvisamente una inizia con: brisc-brisc-brisc-brisc-brisc (5volte) seguito da un  briscccccccccc… (lungo che sfuma in dissolvelza). (scusate la digressione, ma la mia formazione entomologica qui affiora).

Non conosco il significato di questa comunicazione,  ma ritengo che sia un richiamo sessuale all'accoppiamento prodotto dai maschi.

Durante la visita molti turisti indossano costumi tipici, incontro anche scout francesi in visita prima della loro partecipazione al Jamboree. 





Finita questa visita mi sposto per l'ultimo palazzo in programma il Deoksugung il primo palazzo imperiale e anche il più piccolo, si fa per dire.

Per arrivarci attraverso la City con i modernissimi palazzi, schermi giganti, sculture e ogni stravaganza e originalità pensabile.  












Quando però arrivo scopro che lunedì è il giorno di chiusura. 

Pazienza, avrei dovuto leggere prima la guida, ma non mi dispiace più di tanto,  è bello lasciare in un posto anche qualcosa di incompiuto può essere un buon motivo per tornarci.

Ciao, alla prossima. 

 PER CHI E' INTERESSATO A SEGUIRMI ANCHE NELL'ATTIVITA DI VIAGGIO IN MOTOCICLETTA E' APERTO UN NUOVO BLOG. SENEGAL EXPERIENCE  ...