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mercoledì 22 marzo 2023

20esima tappa

 Veliko Tarnovo-Gurkovo 65km, temp 9°C., Pioggia, vento assente. 


Questa mattina, mi sono preso un'ora in più di sonno, sono poi andato a far colazione al primo bar perché in hotel non era disponibile.  Appena uscito, pioggia forte, indosso la mantellina, e nel bar appena aperto,  consumo una fetta di torta, pan di Spagna, burro e zucchero e un chai, il tè è sconosciuto. Pazienza.  Poi prima di salire in camera controllo il mezzo, la gomma ha tenuto, purtroppo mi accorgo di un raggio rotto. Prendo subito il necessario e salgo in camera per la riparazione con la ruota.  Nel garage troppo buio. Con dovuta calma e attenzione eseguo il lavoro ad opera d'arte. Ormai esperto. Scendo a rimettere la ruota al suo posto e risalgo per lavarmi le mani e prendere in bagaglio, tutto con la dovuta calma,  sperando che smetta di piovere. Non smette, le previsioni danno pioggia tutto il giorno,  azzeccate. Sta piovendo anche ora che scrivo. 

Inutile indugiare oltre, si parte, ma sono già le 10. Ho deciso di fare il passo più basso per attraversare i Balcani che mi porterà a Gurkovo. Sono ancora stanco per la tappa di ieri, oggi però ho messo i doppi calzoncini per i dolori al fondo schiena.  Per inciso,  hanno funzionato,  anche se oggi il percorso era su asfalto buono. La strada sale per circa 40km dolcemente, solo gli ultimi 4 più impegnativi ma sempre non più del 8%. La pioggia non è un grosso problema perché non c'è freddo e non c'è vento. 

Oggi il vero problema è stato il traffico. Era scontato che tutti i TIR scegliessero anche loro il passo più agevole. 

Imboccata la valle non c'è più possibilità di variare.  Vai e speri che tutti siano attenti e non ti spiattellino sull'asfalto.  Tantissima paura e tensione per le 4h che mi impegneranno per il valico. La strada pur essendo di montagna è ampia, ma senza margini ne banchine transitabili. Inoltre essendo quasi impossibile superare, quando un tir è leggermente più lento degli altri accumula dietro di sé qualche decina di mezzi che ti arrivano alle spalle come un treno senza soluzione di continuità. Respiro profondo,  mani strette sul manubrio e preghiere.

In entrambi i sensi di marcia è un continuo di camion. Non ci sono autostrade e anche loro devono pur circolare. Bulgari fate qualche autostrada invece della centrale nucleare,  siete anche voi in Comunità Europea!




Insomma, è andata bene perché la racconto, ovviamente unico ciclista su questa strada, peggio anche della Romea. 

Domani scelgo meglio il percorso. 

Con tanta lentezza e numerose piccole soste per stemperare lo stress, arrivo al passo. Dopo gli ultimi 4km impegnativi e la pioggia che è aumentata di intensità,  cosa desiderate di meglio di un bel vasone di sottaceti?  


Beh per oggi glissa, mi accontento di una coca cola.  Al Barista chiedo per Gurkovo,  la sua risposta è:" 25km only down" . Neanche mia moglie mi ha mai detto una frase così carina! Il sorriso mi illumina il viso e il barista scoppia in una sonora risata.  Ora scendo a 60km/h e i Tir non fanno di meglio.

Così in 40' raggiungo Gurkovo.  Ho visto che è un piccolissimo paese al termine della discesa e su maps è segnato un albergo Oriental.  Non vi è booking,  né sito web. Spero che esista veramente.  In alternativa bisogna proseguire per Stara Zagora ancora 25km. Piove forte. Un grande piazzale per camion ed un'insegna "ristorante" mi fermo. Entro " avete un camera pet stanotte? " Chiedo. Una signora che sta al banco, mi guarda scocciata,  sfoglia un libro e scuote la testa borbottando frasi per  me incomprensibili. Sto già pensando come implorare un posto coperto per buttare il sacco a pelo,  quando mi dice "60 Lev, document please." Ok perfetto.  la conversazione termina e dà ordini ad una ragazza di portarmi in camera. La bici nel corridoio.  Le stanze sono ricavate in container direttamente aperti sul piazzale. Bagno minimalista, water e lavabo. Sul pavimento uno scarico per l'acqua che dal rubinetto del lavabo con un flessibile porta ad un doccino. La ragazza accende il termosifone che in breve scaldera' la stanza.

Ma va benissimo,  si prende quello che c'è e pochi minuti dopo sono già in ciabatte, lavato e pettinato per andare al ristorante.  Solo io e un altro, sala vuota per 100 coperti.




Ma perché quando chiedi una stanza ti fanno penare come se fosse tutto al completo? Direi che se la tirano. 

Bene comunque, la scelta del menù prevede ben due varianti, stinco con patate o patate con stinco. Scelgo la prima.


Oggi poche e brutte foto, il senso estetico dei bulgari è minimo. Solo brutture inguardabili,  oggi però niente cani, che bello!

Ciao alla prossima.

martedì 21 marzo 2023

19esima tappa

 Pleven-Veliko Tarnovo 127 km, temp. 8°C. Cielo velato, vento assente. 


Oggi tappa lunga e tribolata.  Partenza ore 8,30 

Questa mattina ho gonfiato un po' la ruota posteriore perché da un paio di giorni perde pressione. Non penso sia buca, altrimenti la troverei a terra, può darsi che con tutte le sollecitazioni che subisce la valvola lasci qualcosa. Per il resto tutto funziona bene. La tappa di oggi prevedeva 107km, ne ho fatti molti di più perché dopo i primi 20 su una statale sembrava di essere in autostrada,  camion e macchine passavano a velocità folle facendoti il pelo. In più ogni 500m vi erano lapidi di morti. Qui si muore.  Non avrei voluto aggiungerne una.



Ho quindi optato per stradine rurali senza traffico,  ma pagando con 20 km in più.




Purtroppo l'asfalto è stato pessimo, con grosse buche che facilmente si evitano con qualche acrobazia, e con una miriade di crepe, dossetti, irregolarità varie, impossibili da eludere. Risultato il mio culo, scusate il francesismo, non ne poteva più.  Dopo 10 pedalate mi alzavo per un attimo di sollievo, subito vanificato dalla sensazione di sedermi di nuovo su due chiodi anziché una sella.

Domani provo ad indossare 2 paia di pantaloncini,  chissà che con la doppia imbottitura vada meglio (dubito). Insomma, lunghezza e dolore più qualche salita, giusto per non disabituarsi.

Però non pensiate che sia stato solo un Calvario. In un piccolo paese di nome Pordim mentre stavo guardando il cellulare per prendere la strada giusta, un giovane agricoltore ferma il suo trattore per venire da me e mostrarmi il percorso migliore. 

Sempre nello stesso paese una scultura vegetale che raffigura pianoforte e contrabbasso, nel campo  giochi un aereo di linea, forse dc8 a mo' di arredo.



Ancora cavalli, bovini e gitani sui carretti.  Le case sono poverissime e quasi non vi è traccia di architettura significativa, per fortuna neanche i palazzoni soviet. 

Oggi tregua anche per i cani, ma so già che non dura.

Altro bell'incontro a Levsky con un giovane uomo di nome Miro.



Era circa l'una e mi sono fermato per buttare qualcosa nello stomaco. Tra l'altro vi erano a disposizione anche tavoli e panche. Dopo pochi istanti si siede vicino Miro, ma non osa dire nulla, faccio allora io il primo passo e gli chiedo quale strada sia meglio per Veliko per evitare il traffico. Comincia così una piacevole conversazione nella quale vengo a sapere che, tempo fa è stato un mese in Italia a Pavia, ma l'unica frase che ricorda è "Oggi è una bella giornata " in compenso ci capiamo abbastanza bene in inglese.  Poi vedendo la gopro mi chiede se posto anche su YouTube. Quando sa che scrivo sul blog vuole i riferimenti e li salva sul telefono.  Io confermo che oggi sarà citato anche il suo incontro.  Mi sembra che gli faccia piacere, e così avrò un altro lettore bulgaro. 

Non vorrei tirarmela,  ma dalle statistiche vedo che sono seguito oltre che dall'Italia anche da paesi impensabili,  USA, Nuova Zelanda,  Australia,  Belgio,  Croazia,  Serbia, Norvegia, Giordania, Polonia, Irlanda …più altri che non ricordo. La forza del passaparola! Insomma viaggiare in bici è un'esperienza che interessa a molti.



Altri aerei a mo' di monumento, qui la cosa piace.

Oggi poche foto, non c'era gran che da immortalare, sembra che dopo i romani che hanno lasciato tracce,  non sia più successo nulla. 




Inoltre il cielo coperto appiattisce anche il paesaggio. 

Domani devo superare quel che resta della catena dei Balcani,  ma ho un po' di timore. Vi sono diverse strade che valicano, ma ci sono passi dai 1500mt ai 750mt non devo assolutamente sbagliare. 

Cena in ristorante,  ottima trota alla brace.

Ciao, alla prossima.

lunedì 20 marzo 2023

18esima tappa

 Kozloduy-Pleven 107km ( 111 fatti), temp.3°C. cielo sereno. 

Partenza 8,15


Dopo una buona colazione fatta in camera con alimenti presi ieri. Mi preparo e via con passo lento per carburare. Il navigatore mi dice di prendere la circonvallazione e portarmi sulla principale, ma in mappa vedo che c'è una strada secondaria parallela che taglia anche una prima salita. Così prendo questa, aimè! Dopo 2km un posto di polizia, sono gentilmente fermato, invitato a tornare in paese e prendere la circonvallazione.  Che strano, penso, molte auto proseguono dritto e non sembra ci siano lavori in corso. Così  2+2 fanno 4 km buttati. La strada principale sale su di una collina e da lì si vede che sull'altra strada vi è una grossa centrale nucleare.  L'unica della Bulgaria,  dovevo proprio trovarla sulla mia strada.  


Poi la pianura con i suoi campi verdi, il grano cresce rigoglioso e gli altri di terra nera fertilissima,  pronti per la semina. Vi è movimento nelle campagne, c'è chi tosa già l'erba sul ciglio delle strade. La primavera sembra arrivata,  e la temperatura oggi salirà a 20°C.



Qui, tra la gente si nota la presenza ben distinta, dal colore della pelle e dai vestiti di due etnie, i bulgari e i rom o sinti. Questi ultimi, quasi sempre con un carretto trainato da un cavallo. Mi sembrano però molto più dignitosi di quelli italiani e quando ti vedono in bici ti sorridono calorosamente. 



La pianura non è poi tanto piana, ma è un continuo salire e scendere come se si viaggiasse sul mare quando l'onda lunga sostituisce la burrasca. Una di queste onde, però vuole farmi male,  con la strada che sale in 1km di 120m, 12% , sputo l'anima, ma non mollo e riesco a scollinare senza mettere piede a terra. Una vecchia altana segna la fine della salita!







Dieci chilometri per volta, la meta si avvicina,  trovo anche il tempo per comprare pane e bibita, ho con me una busta di prosciutto avanzato la sera prima e su di una panchina con accanto una macchinetta del caffè (1 Lev) il mio pranzo è servito. Il sole è caldo finalmente,  quanto l'ho desiderato i giorni scorsi!

Arrivo così alla cittadina di Pleven dove, dai cartelli noto che si tiene un gran premio di motociclismo.


Arrivato in centro cerco di trovare la camera che questa mattina avevo riservato con booking.  Ma maps mi dice: indirizzo sconosciuto.  Non mi perdo d'animo, notando due taxisti fermi ad aspettare improbabili clienti, mi rivolgo a loro che sapranno di certo indirizzarmi alla location. Purtroppo anche loro non conoscono questa via, in più parlano solo bulgaro, di cui l'unica parola che conosco é da (si). Allora uno di questi telefona all'host per farsi spiegare dove cavolo è questa stanza.  La conversazione dura alcuni minuti, poi scuotendo la testa mi fa capire che è impossibile da spiegare, ma se seguo il taxi mi ci porta per 5€. Certo che sì.  Andiamo, così con il taxi che fa d'avanguardia arrivo dopo una salita spacca cuore, alla mia residenza,  pago felice e ringrazio.  Qui vi è la signora proprietaria che mi accoglie con un gran sorriso e con una capigliatura degna di un paracadutista di colore rosso fuoco. Sorrido anch'io,  senza l'aiuto del taxista non l'avrei trovata mai. Ovviamente la signora non parla inglese,  ma nemmeno un briciolo, mi fa vedere un garage dove lascio la bicicletta e dopo averlo chiuso a chiave mi indica di seguirla. La palazzina è stile blok sovietico,  si entra dal retro e cominciamo a salire le scale, io carico all'inverosimile con tutti i bagagli. E uno, e due, e tre, e quattro,  e la mansarda arriva.  No ascensore,  cosa serve, le scale mantengo in forma fisica.  Dopo 110km e con 25kg di bagagli devo stare attento a non sbarellare. La mansarda è spaziosa, vi è anche lavandino, frigorifero e microonde. Il bagno però è ricavato nella parte bassa, la doccia la farò in ginocchio. Poco male, l'acqua è bollente e mi tonifica subito.  La WiFi va alla grande. Non chiedo di meglio.

Supermarket vicino prendo cose sane per cena e colazione ed eccomi qui a raccontare la giornata. 

Ciao alla prossima. 


domenica 19 marzo 2023

17esima tappa

 Vadin-Kozloduy 101km, partenza ore 9,00, temp 0°C. Cielo sereno. 



Oggi,  finalmente tappa a tutto tondo, sole, vento assente, incontri significativi. 

Esco dall'albergo Vida infreddolito senza aver fatto colazione,  non disponibile. Cerco subito un bar per consumare qualcosa e mi dirigo sul lungo Danubio,  una enorme chiatta risale, il cielo azzurro e il fiume bello pieno per le piogge degli ultimi giorni. Una foto è d'obbligo. Faccio per risalire e un uomo della mia età si avvicina e comincia a domandare, vuole conoscere chi con una bicicletta carica è già lungo il fiume alle 7 di domenica mattina. Qualche frase di circostanza, poi quando risalgo gli chiedo:"dove si può avere un breakfast? Ci pensa un po',  poi aggrottando la fronte mi dice ti accompagno io.



La domenica è giorno di chiusura un po' per tutti, ma non dispero. Con la bicicletta a mano ci incamminiamo per la città, Luigi è il mio nome, dico e il tuo? Valentino risponde. Ci presentiamo e continuiamo una conversazione in plurilingue, italiano, inglese, bulgaro. Ma ci capiamo alla perfezione,  mi racconta la sua vita. È un ingegnere edile e lavorava per la municipalità,  ha due figli che però sono all'estero per lavoro, della moglie non parla e io non oso chiedere di più. Anch'io condivido le informazioni su di me, intanto siamo già stati in 3 posti diversi, ma solo si può prendere un caffè. Intanto visito la città a piedi con guida turistica,  ieri ero troppo stanco. Bella città con giardini, palazzi e resti antichi, anche un castello importante. Un'ora buona di passeggiata ci porta finalmente al posto giusto.  Un self-service dove hanno dalla carne al dolce al caffè.  Ottimo! Gli offro la colazione anche a lui, ma vuole solo un caffè.  Io approfitto invece di una torta tipo babà, una alla crema e caffè. Siamo già amici e ci scambiamo i numeri di telefono. Mi chiamerà tra un mese per sapere dove sono. La sua frase tipica è " Io sono un bulgaro vero".  Foto ricordo e parto per Lom il primo obiettivo di oggi, dista circa 60km. I primi 10 su strada ampia, ma molto trafficata anche da camion. Alcuni salutano con colpetti di clacson. Poi una deviazione per Lom mi immette su di una meno battuta. Il percorso passa a bordo tra pianura e colline, qualche saliscendi.
Ma noto che su di un nido sono tornate le cicogne.

Quando mancano circa 10km a Lom, arriva da dietro il ciclista svizzero che già avevo incontrato 2gg prima. La sua andatura era doppia della mia, come fa ad arrivare da dietro? Penso. Facciamo un po' di strada insieme,  anche lui si è fatto uno scudiscio come il mio per allontanare i cani che lo hanno tormentato. Non sono quindi il solo. Mi dice però che la frontiera Georgia Azerbaijan è stata chiusa per disordini ed è preoccupato per il proseguo del viaggio.  Io non riesco a preoccuparmi, manca ancora troppo, le cose potrebbero aggiustarsi. Ci salutiamo anche perché lo vedo soffrire alla mia andatura e con poche rabbiose spinte scompare dietro la prima curva. Beh la lumaca ha superato la lepre. Mi ha raccontato di non aver trovato nulla per dormire, dopo aver passato ieri sera il confine bulgaro.  Penso che debba aver fatto la strada lungo il Danubio, altrimenti non si spiega. Dove abbia dormito non lo dice. Con consueta lentezza proseguo per Lom, mi fermo spesso, ho dolore alle ossa ischiatiche e mi alzo spesso di sella. Ma una fotografia,  una pisciatina,  uno sguardo alla mappa sono dei toccasana.  Così arrivo a Lom, ho sete, vorrei una coca cola e mi fermo davanti ad un chiosco anche per decidere la meta di oggi. Scelgo Kozloduy che dista 46km. Su maps è segnato un hotel, ma per sicurezza provo a chiamare,  il telefono non prende. Intanto che riprovo si avvicina un ragazzo ed in inglese mi chiede dove vado e da dove vengo.  Quando scopre che sono italiano un gran sorriso, e dice:" pure io, vivo qui da qualche anno, mia moglie è bulgara ed essendo programmatore posso lavorare da qualsiasi parte". Poi mi dice che si chiama Gennaro e proviene da Monte Procida. Ottimo, gli spiego il mio problema e lui dice " sono a tua completa disposizione,  chiamo io l'albergo." In meno di un minuto la camera è confermata e viene anche specificato che vi è un garage per la bici. Sto per prendere la mia bibita, ma non accettano la carta, only cash. Io non ho Lev,  moneta bulgara. Chiedo per un bancomat che mi viene subito spiegato il dove da Gennaro. Ma la bibita intanto me la offre lui. Dice che anche lui va in bicicletta e faceva anche qualche gara al suo paese, ma qui solo per diletto.  Quest'anno non è ancora uscito per il freddo. Così dopo una foto  ringrazio e riparto per kozloduy, subito una salita aspra su porfido mi mette alla prova e poco dopo vengo ancora superato dallo svizzero.  Guarda chi si rivede, un saluto rapido e lui sparisce oltre la mia vista, ma…"E tu che ci fai qua?" È Gennaro in abito da ciclista e con una bella  bici da corsa. "Sono stato  casa e ho raccontato a mia moglie dell'incontro e mi ha detto perché non approfitti del sole vai anche tu, ed eccomi qua, farò un pezzo di strada insieme a te" Che bello, non avrei mai immaginato tanto. "Tu sei San Gennaro " "Mi hai già fatto troppi regali" . In compagnia è bello, dopo tanti giorni in solitudine,  parliamo un po' di tutto.


Di come si vive a Lom, dei servizi bulgari, delle tasse, dei figlie dei fratelli.  Vengo così a sapere che pur essendo gli stipendi un po' più bassi, con il fatto che le tasse sono minime rispetto all'Italia e il costo della vita è circa la metà è anche conveniente.  In Italia torna a Luglio e Agosto per godersi il mare e la vela che pratica. Così,  ridendo e scherzando e parlando delle donne bulgare che sono molto belle, i chilometri volano e ci saluteremo dopo circa 20. Il sole ora scalda e la temperatura è salita a 15°C. Uno spettacolo di colline fiorite e paesaggi da acquarello. 




Arrivo quindi dopo un'ultima salita in vista della meta, che raggiungo, senza affanno alle 17,45 locali, 16,45 Italia. 

Questa sera ceno in camera, sono stato alla Lidl che è prossima all'hotel per la spesa.

La camera costa solo 25€ e per me è ideale.

Ciao,  alla prossima. 

sabato 18 marzo 2023

16esima tappa

 Milanovac-Vidin 103km.

Partenza ore 7,00, temp 2°C. Cielo limpido.


Oggi tappa impegnativa, ma soddisfacente.  

Lascio la camera ammobiliata con un saluto a Zed, il proprietario, quando gli chiedo di fare una foto con me si va a pettinare i capelli che non ha, si mette il berretto, e si sitema il collo della camicia. Un figurino!


Prima di avviarmi però cerco almeno qualche cosa di caldo.  Unico bar aperto a quell'ora un piccolo locale con tre signori che bevono caffè. "Un caffè anche per me" dico al barista, altro non c'è.  Caffè turco,  bisogna avere pazienza e lasciare depositare la polvere, un caffè con la dovuta calma. Buono e profumato. Alla fine devi pure interpretare il fondo, vedo solo una ciambella col buco. Interpreto che la tappa andrà a buon fine. Così è stato. Poi mi avvio a pedalare un po' triste per non aver potuto mangiare nulla, penso, mi rifarò lungo la strada. 

Prima di uscire dal paese però mi rammento che la sera prima staccando le borse, avevo notato una vite allentata del portapacchi. Mi fermo per sistemare, ma mentre serro la vite, noto con dispiacere che il portapacchi è rotto in ben tre punti.  I due supporti che lo collegano al piantone della sella e una barretta orizzontale. Probabilmente il carico e gli ondeggiamenti hanno causato il danno. Smonto tutto il carico e cerco di rimediare,  fascette grosse ne ho ancora 2 e le uso, poi cerco nelle borse il filo di ferro,  ma non lo trovo, ero certo di averlo preso insieme alle fascette ed al nastro americano che più di una volta mi hanno salvato dai guai. Intanto che "tragatto" esce il proprietario della casa di fronte e si opera per risolvere il problema,  ma inutilmente.  Il portapacchi rimaneva in posizione solo per le due fascette di plastica che avevo messo subito dopo la partenza da Bobbio per smorzare le oscillazioni. Intanto il tempo passa, ma al signore che lavora con me, viene un'idea. In paese vi è un meccanico per biciclette,  prova da lui mi dice. Ovviamente parla solo serbo e non è immediata la comunicazione della cosa, ma alla fine ci capiamo. Provo a seguire il consiglio, ma in paese, molto piccolo,  non trovo nulla, sto per andarmene e noto una cariola con vasi di fiori, che sia  questo? Entro e ben esposta vi è una bicicletta, una dico una. La signora in negozio, spaventata dalla intrusione va a chiamare subito il  marito. Da me soprannominato "il barba" per la folta e indomita barba, appunto. 

Questi, capito il problema,  esce con un portapacchi nuovo da sostituire.  Non posso crederci, sono felice come una Pasqua e con maestria lo sostituisce a regola d'arte.  Prezzo totale 15€. Cosa vuoi di più. La foto con il barba.


Sono ormai le 8,45 e lo stomaco brontola,  finalmente i negozi sono aperti e prendo 2 banane,  un succo di arancia e un pacchetto di wafer.  La mia colazione è fatta. Già che ci sono cerco un ferramenta e compro fascette nuove in abbondanza e filo di ferro.  Non si sa mai. Per cui la mia partenza effettiva e per le 9,00. Dopo 5km il bivio. Strada lungo il Danubio lunga ma piana, o strada corta per le montagne? Strada corta ovviamente. I primi 10 km salgono dolcemente fino al paesino di Klokocevac, qui il bivio per Negotin. Chiedo ad un signore se per Negotin è la direzione giusta e questi risponde:"yes, is very hard" Giusto quello che volevo sapere. Due km di salita pedalabile sul 8% poi passato i carbonai la strada si impenna sul 12% con strappi più duri. 


Con calma, rapportone e ritmo lento per non andare in affanno.  Così supero i 4km che mi separano dallo scollinare. Poi discesa ripida e falsi piano poi salite dure ma brevi 1-2 km per 4 volte. Mi fermo su di uno scollinare per un enorme cimitero in mezzo ai campi. Le lapidi sono quasi tutte nuove ed è impressionante il numero, non capisco. Al paese successivo nella piazza alberi e lampioni tappezzati di manifesti funerari. E qui è chiaro, le date sono tutte 2021 e 2022, non solo anziani, ma molti "giovani" di 40 e 50 anni. La falce del covid ha mietuto in abbondanza. Paesi piccoli che conteranno qualche centinaio di abitanti sono dimezzati. 





Infine solo pianura davanti agli occhi, si vede la cittadina di Negotin. Qui arrivo con soddisfazione dopo aver superato una comitiva di studenti in gita scolastica. Bella città,  l'ultima serba prima del confine. 


 Potrei anche fermarmi, ma mancano solo 15km alla Bulgaria 🇧🇬,  decido di continuare,  questa sera dormirò in Bulgaria,  Appena dopo la dogana vi è un paese "Bregovo" che sembra abbastanza grande da avere un alloggio. Passo la dogana senza traffico con i saluti ed incentivi dei doganieri.  


La Bulgaria o Bulgària come dicono qua, mi accoglie con un bellissimo sole, ma con un pugno nello stomaco. No hotel, no b&b, no rooms. Mi si dice che il primo posto utile è Vidin a 20km,  avendone già 80 sulle spalle con quasi 800mt di salita, mi viene da piangere. Poi mi dico "Garioni, non perdere tempo e continua!" Quando mi devo costringere a fare qualcosa che non ho voglia, mi ordino nel pensiero con il cognome. Come se fosse un altro a comandarmi. Ho ancora 2h buone di luce, ce la posso fare. Anche quando ti sembra di non averne più, se continui vai ancora. Così,  a malincuore, proseguo 5 km di piano poi una collina sbucata dal nulla mi si piazza davanti.  E no! Va bene la strada,  va bene il vento contrario,  ma se ora è anche salita…Continuo con la speranza che un camioncino si fermi impietosito dal mio avanzare ai 5km/h e mi carichi, ma è la "Spranza di nud" . Penso che o arriverò col buio o dovrò montare la tenda dietro qualche siepe. Continuo comunque a salire. Anche oggi è stata un pestilenza  con i cani, ad ogni casa ne uscivano 2 o 3 per farmi "festa" . Penso che li addestrino apposta ad odiare i ciclisti. Per fortuna mi basta brandire in alto la sciabola per farli allontanare con ringhi feroci. Ma che due… Quando sto per buttar dentro, mi guardo intorno e il paesaggio è bellissimo nel sole al tramonto.  Sui lati betulle e nelle siepi il bianco accecante dei pruni in fiore e il giallo intenso della forsizie che qui sono evidentemente spontanee. Mi fermo, scatto foto e accendo la gopro. Al diavolo Vidin penso, voglio godermi questo momento.  È proprio vero che quando riesci a mettere di lato le preoccupazioni tutto ritorna accettabile. 

Magicamente scollino, ma questa volta dinanzi a me solo pianura ed in fondo si vede la città di Vidin con i suoi palazzi e le sue ciminiere.

Che belli i palazzoni, e le ciminiere, non le ho mai amate tanto come ora. Segnano senza ombra di dubbio la città da lontano. La strada scende dritta, dritta come un piano inclinato, e collima con Vidin. In pochi minuti faccio 8km a 40km/h e ora restano solo 5km a Vidin. Ultimi due cavalcavia e sono in città. Il sole è tramontato, ma ancora c'è luce. Cerco subito un hotel in centro e trovo alloggio all'hotel Vida. E si, vida mea. 

Cena meravigliosa al ristorante  Riviera affollato di bulgari e bulgare in décolleté che ballano una specie di sirtaky attorno ai tavoli.








Sembra un sogno e forse lo è. 

Ciao alla prossima. 

 PER CHI E' INTERESSATO A SEGUIRMI ANCHE NELL'ATTIVITA DI VIAGGIO IN MOTOCICLETTA E' APERTO UN NUOVO BLOG. SENEGAL EXPERIENCE  ...